Ato e acque, i Coraggiosi accusano la politica dei “politicanti”

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Avellino – E’ preoccupante lo stato in cui si trova la gestione del ciclo integrato delle acque nella nostra provincia e la politica sembra non avvedersene! L’allarme è lanciato da Bernardino Tirri, coordinatore provinciale dei Coraggiosi irpini, che osserva come tutta la coalizione di centro destra, in una recente conferenza stampa, prendendo spunto dal recente rapporto dell’ARPAC, ha stigmatizzato una serie di lacune e di deficienze scatenando reazioni che, come sempre accade, rischiano di travolgere, in un giudizio negativo generalizzato, amministratori ai vari livelli. Sappiamo tutti, anzi tutti dovrebbero sapere, che le fonti di finanziamento per interventi così massicci e diffusi richiedono programmazioni adeguate non tanto delle amministrazioni comunali quanto, piuttosto, di quei livelli che hanno il compito di fissare priorità ed urgenze, essendo destinatari delle risorse nazionali ed europee, E’ sulla base degli assi di finanziamento disponibili che le amministrazioni comunali, a loro volta, programmano e presentano progetti che, una volta sottoposti al vaglio degli organi di verifica, usufruiscono dei finanziamenti. Dunque, senza voler assumere alcuna difesa d’ufficio dei tanti amministratori locali, i Riformisti Coraggiosi Irpini ritengono ingenerosi certi atteggiamenti di facile condanna verso chi, con onestà e dedizione, porta avanti il difficile lavoro di amministratore in una fase in cui gli Enti Locali certamente non godono di risorse trasferite tali da consentire interventi così importanti sotto il profilo economico. Le vere responsabilità politiche vanno piuttosto ricercate in chi, con colposa pervicacia, non consente agli Enti preposti, primo fra tutti l’ATO, di svolgere appieno e con tempestività il proprio compito. Ci sono precise domande che meritano risposte ed individuano responsabilità. Perchè l’Assemblea non riesce a riunirsi per svolgere le sue funzioni? Perché, a distanza di oltre un anno, non si dà seguito ad una sentenza che reintegra nel Consiglio d’Amministrazione il rappresentante del comune di Ariano Irpino? C’è una comunità locale che aspetta che sia reso certo un suo diritto, ma la stessa comunità, puntualmente, viene discriminata sulla base di non si sa bene quali interessi prevalenti. Ci sono due province, Avellino e Benevento, che aspettano che un organismo importantissimo, costituito appositamente per la gestione del ciclo integrato delle acque, sia messo in condizione di espletare le sue funzioni. C’è una situazione ambientale che richiede urgentemente un soggetto in grado di programmare interventi, individuare gestori e realizzare opere a difesa di una risorsa vitale qual è l’acqua. Dinanzi a tutto ciò la politica politicante, incurante anche delle responsabilità che potrebbero ricadere sui Sindaci e sui loro delegati all’interno dell’assemblea generale, si balocca tra alchimie e colpevoli silenzi. Gli amministratori sanno che, alla fine, chi rischia in proprio, sul piano politico e sul piano delle responsabilità, sono loro e non gli “illuminati” manovratori le cui strategie, come i fatti si sono incaricati di dimostrare, fanno acqua (appunto) da tutte le parti. “Il vero scandalo è questo” dichiara Francesco Maselli “ Quando le Istituzioni diventano il campo per le scorrerie dei partiti, i partiti tradiscono la loro funzione e la politica scompare. Un partito che vuole essere diverso dovrebbe cominciare da queste cose se, davvero, crede e vuole svolgere fino in fondo la missione che si è data. Rompere queste logiche ed evitare che strateghi, presunti illuminati, si balocchino con cose serie.

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