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1) Gestione pubblica dell’acqua. L’azione condotta in Parlamento, e il Ddl d’iniziativa popolare proposto dai movimenti per l’acqua pubblica, sono il tentativo di una inversione di rotta che negli ultimi venti anni hanno visto privatizzare un settore strategico sull’erroneo presupposto che privatizzare equivale a migliore servizio ed economizzare i costi. I fatti hanno dimostrato l’esatto contrario, abbiamo assistito a un peggioramento del servizio e ad un aumento ingiustificato dei costi. Va dunque gestito dal pubblico il servizio idrico essendo l’acqua bene primario indisponibile.
2) Salvaguardia dei posti di lavoro. Nei bandi di gara vanno inserite norme vincolanti e punteggi di preferenza per le aziende che assicurino il livello occupazionale delle precedenti gestioni, che vincolino il gestore al rispetto delle norme in materia di tutela ambientale e di tutela dei lavoratori con l’applicazione delle norme di tutela della salute dei lavoratori e garanzia dei livelli retributivi non inferiori ai CCNL.
3) Soggetto gestore. Gli Enti Locali non sono obbligati ad indire gare per la gestione, potendo ricorrere alla gestione diretta o semi-diretta del servizio attraverso aziende speciali e/o la riconfigurazione delle SpA in aziende speciali. (operazione inversa a quella compiuta dall’Alto Calore).
Chiediamo su questi punti una discussione che preceda l’elezione dei presidenti di ATO e Alto Calore. Una discussione che impegni le assemblee a lavorare nella direzione sinteticamente indicata che porti alla gestione pubblica dell’acqua. Una discussione che impegni le forze del centro sinistra a continuare in parlamento la battaglia contro le privatizzazioni e a difesa dei lavoratori che già operano nelle aziende del settore. Chiediamo un tavolo dei segretari dei partiti del centro sinistra per discutere della tutela dei lavoratori e degli utenti, per difendere l’ambiente e la gestione pubblica di un bene primario, l’acqua”