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Da settimane i dipendenti dell’azienda che opera a Pianodardine, all’interno degli stabilimenti della Fma, sono in stato di agitazione per i ritardi nel pagamento delle spettanze. Da circa due settimane i dipendenti dell’Astec hanno deciso di scioperare manifestando tutto il loro malumore davanti ai cancelli della Fma. Lo scorso novembre l’Astec è stata rilevata da un imprenditore napoletano che all’atto di acquisto aveva illustrato agli operai un piano di rilancio dell’azienda. Nonostante le perplessità dovute al mancato ricorso alla cassa integrazione in un momento di crisi del settore auto, i lavoratori hanno apprezzato lo sforzo dell’imprenditore ed hanno creduto nel progetto industriale. Per mesi, però, sono stati costretti a sopportare il ritardo nel pagamento degli stipendi.
L’assenza al vertice in Prefettura ha fatto dunque sfumare un altro tentativo messo in campo per risolvere il problema.
“Se anche la Prefettura viene snobbata – ha dichiarato Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fim Cisl – allora dobbiamo davvero preoccuparci per le reazioni che dalla Fiat potrebbero arrivare fino ad Astec”.
Nelle preoccupazioni di Zaolino c’è prima di tutto la possibilità che “la Fiat sostituisca la commessa affidandola addirittura ad un’altra società”.
Sembra scongiurata invece l’istanza di fallimento a carico dell’Almec di Nusco chiesta dalla ‘R&C Trade’ di Napoli che vanterebbe crediti per oltre 2milioni e mezzo di euro. “La società smentisce i fatti – ha spiegato Zaolino – sembra infatti che il credito avanzato dall’azienda di Napoli faccia riferimento ad una precedente gestione”. Resta il fatto che i sindacati hanno chiesto un incontro ufficiale – che si terrà probabilmente la prossima settimana – per chiarire i termini della vertenza che metterebbe a serio rischio il destino lavorativo di 267 operai.
La crisi che in modo graduale sta investendo l’Alta Irpinia non risparmia l’Ema di Morra De Sanctis dove si rischiano 60 licenziamenti.
“L’azienda – ha spiegato Zaolino – ha sospeso il ciclo continuo. Adesso partiranno le verifiche per decidere il da farsi”.
In un contesto a tinte fosche non resta che aggrapparsi al tavolo anticrisi realizzato dalla Provincia. “Vedremo che capacità ha di dare una mano ai sindacati e ai lavoratori”.