Aste Ok bis, slitta al 25 febbraio la requisitoria del pm antimafia Woodcock

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AVELLINO- Slitta al prossimo 25 febbraio l’udienza preliminare a carico degli imputati nel procedimento Aste Ok bis. L’udienza prevista questa mattina davanti al Gup del Tribunale di Napoli Chiara Bardi e’ stata rinviata a causa di un legittimo impedimento da parte di un difensore. Per cui la prevista ammissione al rito (abbreviato) anticipata da gran parte degli imputati, sarà definita solo nella prossima udienza. Nella quale molto probabilmente ci sarà anche la requisitoria del pm antimafia Henry Jhon Woodcock, il magistrato che dopo aver seguito indagini e istruttoria del processo Aste Ok, a seguito dell’ordinanza di remissione degli atti disposta dal Tribunale di Avellino al termine del primo processo, ha riformulato le richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli imputati.

GLI INDAGATI
A rischiare il processo bis ci sono Aprile Armando Pompeo, difeso dall’avvocato Alberico Villani, Barone Antonio, difeso dall’avvocato Claudio Botti e dall ‘avvocato Caterina Migliaccio, Dello Russo Carlo, difeso dall’ Gaetano Aufiero, Formisano Gianluca, difeso dall’avvocato Carlo Taormina, Livia Forte, difesa dall’avvocato Roberto Saccomanno e dall’ avvocato Alfonso Furgiuele, del foro di Napoli, Nicola Galdieri, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero e dall’avvocato Claudio Davino, del foro di Napoli. Damiano Genovese, difeso dallavvocato Gerardo Santamaria e dall’avvocato Claudio Mauriello, Pagano Beniamino, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero. Alcuni degli imputati hanno già anticipato la volontà di essere giudicati con il rito abbreviato davanti al Gup.

LE ACCUSE CAMBIANO: UN CLAN AUTONOMO
L’Antimafia di Napoli nella richiesta di rinvio a giudizio ha rideterminato anche alla luce della sentenza-ordinanza di remissione del Tribunale di Avellino le accuse a carico degli imputati, che rispondono a vario titolo “di aver promosso, costituito, organizzato e partecipato….nella reciproca
consapevolezza dell’ apporto causale fornito da ciascuno di essi fornito e dei reciproci ingiusti vantaggi e profiti ad un associazione di tipo camorristico, operante in Avellino e provincia”. Nello specifico quella “promossa, costituita, diretta e organizzata da Galdieri Nicola, Dello Russo Carlo, Pagano Beniamino, Forte Livia, Aprile Armando Pompeo, Genovese Damiano, Formisano Gianluca e Barone Antonio (ovvero con il concorso esterno degli ultimi due), i quali, avvalendosi tutti della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, hanno dato luogo e hanno partecipato alla suddetta associazione di stampo camorristico promossa, costituita, organizzata e partecipata per commettere, in particolare, un numero indeterminato di delitti di estorsione e di turbata libertà degli incanti (aggravati ex art. 416 bis. I cp), consumati, in modo.specifico, per acquisire e per assumere controllo monopolistico inerente alla gestione illecita delle procedure di esecuzione mobiliare, principalmente espletate in seno al Tribunale di Avellino”.

LA DECISIONE DEL GUP
La decisione sull’ammissione di alcuni imputati al rito con cui hanno richiesto di definire il processo (il giudizio abbreviato) e l’eventuale requisitoria del pm antimafia Henry Jhon Woodcock all’udienza fissata per il 25 febbraio.