
L’indagine della Procura di Napoli che ha portato a quattro misure cautelari ai domiciliari per contributi illecitamente percepiti da una societa’ cui facevano capo emittenti locali campane anche con la simulazione di assunzione di giornalisti “e’ sconcertante”. In una nota congiunta del presidente Enzo Colimoro di Assostampa Campania e del presidente Renato Rocco dell’Unione cronisti della Campania si sottolinea che questo “sistemico ricorso a simulazione delle assunzioni di praticanti e alla dichiarazione di rapporti di lavoro diversi da quelli reali impone un intervento immediato e unitario da parte di tutte le strutture della professione sia a livello regionale che a livello nazionale” proprio perche’ la figura del giornalista viene “svilita e utilizzata come merce di scambio”. Il sindacato regionale dei giornalisti e il gruppo di specializzazione campano chiedono anche la revisione delle leggi che ripartiscono i contributi pubblici alle emittenti locali, “in particolare della 448/98 che premia le aziende in virtu’ del numero di giornalisti professionisti assunti; la legge sulla comunicazione, mai varata in Campania; e la legge regionale 9/2002 istitutiva del Corecom non ancora applicata e gia’ obsoleta”. C’e’ “necessita’ di nominare un organismo che abbia al suo interno provate professionalita’, effettivi esperti di comunicazione e non semplici rappresentanti di partiti o aree politiche”