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GIORNALISTI PROFESSIONISTI-PROFESSIONALI Enzo Colimoro (Presidente), Cristiano Tarsia (Segretario), Filiberto Passananti (Tesoriere), Raffaele Auriemma (consigliere), Maurizio Cerino (consigliere), Carmen Fimiani (consigliere), Lucia Licciardi (consigliere), Billy Nuzzolillo (consigliere), Enzo Ciaccio (consigliere in rappresentanza dei colleghi pensionati).
GIORNALISTI PUBBLICISTI-COLLABORATORI Antonio Boccia (consigliere) e Mario Orlando (consigliere).
Nella relazione il neo presidente Colimoro ha annunciato che “nei prossimi mesi saranno attribuite le deleghe. Oltre a quelle classiche il Direttivo assegnerà deleghe anche per quanto riguarda le realtà di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, tutte emanazione dell’Assostampa Campania. Queste realtà sono costantemente in crescita, sia per l’aumento di testate giornalistiche sia per il crescere del numero di colleghi provenienti dalle province. Riforma degli statuti, campagna d’iscrizioni ed elezioni saranno lo strumento democratico per garantire il giusto peso e la giusta rappresentanza. In Campania Ordine e Sindacato, come testimoniato dalla scelta di unità fatta alle ultime elezioni, marceranno compatti, doverosamente impegnati ciascuno nel proprio ruolo e con le proprie competenze, per assicurare alle colleghe e ai colleghi tutele e dignità, diritti e qualità della professione. In tal senso non è più possibile indugiare sulla legge di riforma dell’Ordine (1963), sull’accesso alla professione: una legge superata dai tempi, che fatica ad interpretare nuove esigenze e modalità del giornalismo. Una problematica che finisce col far ricadere sul Sindacato responsabilità non proprie, generando equivoci, figure ibride e confusione (un esempio su tutti le scuole di giornalismo, quasi una per ogni regione e nella nostra addirittura due). Non si può continuare a sfornare centinaia di giornalisti ogni anno quando si sa che il mercato è saturo. E non si può poi gettare la croce sul Sindacato, pretendendo da esso posti di lavoro. Il Sindacato è un organismo di tutela, non un ufficio di collocamento. La stagione che ci attende non sarà facile. Occorrerà recuperare un gap temporale durante il quale le istituzioni della professione, impegnate su più fronti, hanno fatto poco sul versante della qualità del giornalismo. Si deve pretendere una legge di riforma che fissi lo sbarramento della laurea per l’accesso alla professione. La qualità non può non passare per la cultura. Sarebbe auspicabile che la nuova Regione raccogliesse l’invito fatto dall’Assostampa nello scorso triennio per l’istituzione di un osservatorio per la qualità dell’informazione”.