Assemblea Confindustria, la relazione di Sabino Basso

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Avellino – Di seguito uno stralcio della relazione introduttiva di Sabino Basso all’assemblea di Confindustria Avellino alla presenza di Giorgio Squinzi.

“Presidente Squinzi, credo che per Te oggi sia la prima volta ad Avellino. Sei in una città, in un territorio, profondamente toccato dalla crisi, al pari di altre realtà italiane, soprattutto meridionali. Dal 2008 stiamo perdendo inesorabilmente quanto costruito in lunghi decenni. Avevamo avvertito la portata di questa crisi e le parole di Silvio Sarno, qualche anno addietro, sono state chiare: non funzionerà la “distruzione creatrice”, ed è stato così.

Abbiamo perso importanti centri produttivi, come quello di Flumeri del Gruppo Fiat, produceva autobus. Siamo per la reindustrializzazione del sito e diamo sostegno a ipotesi fattibili. La richiesta dei lavoratori di rifinanziare il fondo nazionale per la sostituzione dei mezzi di trasporto pubblico locale, ha fondamento; è condizione per riavviare l’azienda alla sua missione originaria. Il Parlamento di recente ha votato, col parere favorevole del Governo, una risoluzione impegnativa in tal senso. La legge di Stabilità è l’atto decisivo. Le risorse spese oggi eviteranno sanzioni europee. Chiederemo agli Uffici centrali di Confindustria di seguire da vicino l’iter parlamentare di approvazione e alla deputazione di essere attiva per una largo consenso. Non sono più operative, purtroppo, diverse piccole e medie imprese nell’area di Pianodardine, il nucleo industriale di Avellino; e nelle aree industriali della provincia, quelle nate in seguito all’intervento post terremoto del 1980. I numeri delle imprese cessate e dei lavoratori non più occupati fanno paura. Rendono insopportabile la già grave e strutturale disoccupazione giovanile e femminile. Il valore aggiunto provinciale contribuisce per quasi l’8% a quello regionale. Nell’economia provinciale, l’industria concorre per il 14 % al valore aggiunto, l’agricoltura per il 3 %, le costruzioni per il 6 %, i servizi per il 77% (CCIAA Avellino). Siamo economia terziarizzata, senza aver pienamente sviluppato il settore primario e secondario. Sono stati depotenziati nelle aree più interne i servizi sanitari e i presìdi di giustizia. Sono temi che non devono essere abbandonati ma ripresi anche con soluzioni innovative che diano certezze alle comunità. A queste spesso insopportabili decisioni, abbiamo opposto azioni concrete di programmazione. Siamo sicuri che la ripresa del tono economico possa aiutare e non poco la riorganizzazione dei servizi. L’obiettivo è di ridefinire il ruolo del territorio sui nuovi assi di sviluppo, innanzitutto, cogliendo la possibilità dell’attraversamento dell’alta capacità Napoli-Bari, con annessa realizzazione di piattaforma logistica in Irpinia. Ci interessa rafforzare l’asse Tirreno – Adriatico, sulle grandi vie di sviluppo europeo (Corridoio VIII). Abbiamo già quello autostradale. E’ una programmazione a medio termine, l’impatto diretto si realizzerà a cantieri aperti. Forte è la spinta di Confindustria Avellino su questo percorso. L’intesa con i Sindacati dei lavoratori è salda. Insieme abbiamo formulato proposte e sollecitato programmi d’investimento col Patto dello sviluppo; offerto, altresì, il nostro servizio per scongiurare il degrado economico. Non sempre ci è stato possibile e questo ci tocca profondamente e chiama il nostro impegno a una continua verifica.

Sul Patto c’è il diretto coinvolgimento del Presidente Caldoro e la Regione è e resta riferimento fondamentale. Tempestivamente abbiamo firmato l’accordo territoriale per i benefici fiscali al salario di produttività per le piccole imprese, anche se i nostri Uffici hanno dovuto far fronte a massicce richieste di assistenza per la cassa integrazione. Prefettura e Confindustria Avellino hanno sottoscritto il Protocollo di legalità; quel giorno il ricordo commosso è andato ad Antonio Manganelli, nostro conterraneo. Abbiamo rafforzato la nostra struttura operativa, dotandoci di competenze per l’internazionalizzazione e l’esportazione. La nostra presenza negli Enti è vivace, foriera di maggiori risultati. Sta crescendo l’interesse per confronti diretti col mondo delle professioni. Abbiamo profuso impegno, non per questo siamo contenti. Pretendiamo di più da noi stessi. Non demordiamo. Insistiamo intanto sugli interventi possibili, attivati da progetti imprenditoriali: contratti di sviluppo e bandi con risorse europee; a cominciare dalle aree di crisi e dal rapido impiego delle risorse stanziate; con l’occhio fisso, però, alle condizioni di base, indispensabili all’autopropulsione economica. Il nostro territorio conserva tutte le potenzialità delle vocazioni naturali acquisite. Vantiamo produzioni di vini pregevoli, e non solo. Oswald Zuegg ci avverte costantemente dell’alta tipicità delle nostre produzioni di frutta. Sono strategiche le azioni d’integrazione di imprese autoctone per tipizzare le produzioni di pasta alimentare. Godiamo di contesto naturale, a tratti unico. Siamo dotati della risorsa acqua, troppo, troppo generosamente concessa alle Puglie e a Napoli. Sulla ridefinizione degli ambiti auspichiamo la più ampia convergenza, senza scontri né tra comunità, né tra Istituzioni. All’attenzione c’è l’esplorazione di giacimenti di petrolio. Dobbiamo essere bravi a non chiudere il confronto su posizioni pregiudizievoli. Abbiamo acquisito nuove vocazioni che affiancano quelle tradizionali. L’alta percentuale di produzione dell’energia rinnovabile, per esempio. Il polo conciario di Solofra, storico volano di export, è impegnato a riconfigurarsi. L’industria agroalimentare ha forte propensione alle esportazioni. Ci sono belle realtà informatiche, imprese leader, con investimenti in corso. Aziende meccaniche, aerospazio, automotive, farmaceutiche, agroalimentari e metallurgiche sono inserite in grandi gruppi mondiali e, alcune di esse, sono promotrici di contratti di sviluppo. L’imprenditoria di espressione locale conserva forte capacità, anche se, in alcuni casi, toccata dalla crisi e dalle carenze strutturali del territorio. Tra l’altro penso all’edilizia e alle conseguenze patite dal blocco delle grandi opere infrastrutturali. In generale, parlo di realtà imprenditoriali, purtroppo non di consistente e intrecciato tessuto produttivo. Permane la grande propensione del territorio agli insediamenti di piccole e medie imprese manifatturiere. Com’è forte l’attitudine delle nostre imprese, e ci tengo a rilevarlo, a integrarsi in nuove filiere produttive nazionali e internazionali.

Operano proficuamente nel territorio centri di ricerca importanti: il Biogem di Ariano; il Cnr agroalimentare di Avellino, il Crom di Mercogliano sulla ricerca oncologica. Ottima è la prevenzione: i reati calano, lo dice l’annuale statistica de “Il Sole 24 Ore”. Alla Magistratura, al Prefetto e alle Forze dell’Ordine, ne va ascritto il merito; a loro il nostro plauso e il sostegno per più alti successi. Molta attenzione presteremo al fenomeno dell’usura, segnalato in espansione dai Magistrati della Direzione Distrettuale. “Gente tosta” gli Irpini, Presidente Squinzi, capaci di sacrifici, di duro lavoro, di grandi intuiti ed eccellenti, duraturi, rapporti umani. Riscoprendo queste attitudini opereremo per il futuro, insieme alla “nuova consapevolezza” che abbiamo maturato in questa lunga e terribile crisi. Abbiamo la vitale esigenza di lasciare alle future generazioni, già tanto penalizzate, almeno le condizioni per il loro proficuo e diretto attivismo. Tra i fatti evidenti con piacere colgo il fermento nell’associazionismo. La Caritas ha fatto fronte a richieste fino a poco tempo fa inimmaginabili. Sono operative “Libera” e “S.O.S. impresa”. Ci sono associazioni pronte a più vaste iniziative culturali e sociali. C’è l’accresciuta consapevolezza del rapporto tra ambiente e salute. Ci saranno dei punti cruciali da affrontare. Perderemo riferimenti con l’abolizione probabile delle Province: percorso tortuoso quanto inevitabile. Dobbiamo, quindi, riformulare la governance del territorio e della gestione dei servizi. L’Ente ad Avellino è commissariato, non di meno, deve impegnarsi per il Piano Territoriale Provinciale, nel quale leggiamo confermata la centralità del manifatturiero; e per sostenere le linee dal Patto per lo sviluppo. Crediamo nel futuro dei nostri piccoli Comuni, dobbiamo fermarne lo spopolamento; condividiamo l’iniziativa parlamentare per tutelarli, speriamo presto legge. Le Unioni dei piccoli centri sono la chiave per servizi efficienti, vanno incoraggiate. Plaudo alle due Montoro, in marcia per formare un solo Comune. E’ consapevolezza, speriamo presto diffusamente realizzata, che la gestione dei servizi preveda ruolo esteso e specifico dell’imprenditoria privata. Nella riorganizzazione della ciclo dei rifiuti, va data integrazione industriale al sistema della differenziata. I Sindaci, quindi, sono nostri interlocutori. Da loro dipende anche l’orientamento strategico dei diversi Enti di servizio, assolutamente da rilanciare.

A maggior ragione la nostra interlocuzione è col Sindaco di Avellino. Pianodardine deve ritornare a risplendere. Deve essere risanata, risolto il problema ambientale dell’Isochimica; non l’unico, di sicuro il più grave. E’ inconcepibile che l’Isochimica non rientri nei siti nazionali da bonificare e ai lavoratori sia negato il riconoscimento del danno subito. Nell’area sono allestibili spazi attrezzati, in capannoni dismessi, nei quali giovani possano cimentarsi nelle fasi iniziali d’impresa, senza impegnare esorbitanti capitali; non più capannoni vuoti o tolti alla loro destinazione originaria. Il Comune e l’Asi devono operare con efficacia. Va bene non cementificare; ristrutturare si deve. Ha il nostro più vivo consenso il programma di ammodernamento urbanistico con utilizzo di risorse europee. L’obiettivo di dotarsi del Piano Strategico è una priorità, sulla quale costantemente abbiamo insistito, e al quale affideremo proposte sempre più aggiornate. Più in generale, Avellino dovrà essere attrattiva per il territorio. E’ la condizione che dovrà riconquistarsi: non sarà più protetta dagli ambiti provinciali, né potrà ovviare definendosi solo ”area vasta”. O ricomincia a pulsare, o continuerà stancamente a trascinarsi. Nutriamo forti attese quindi, e offriamo grande sostegno e impegno. Più in generale, e non distinguo le competenze, ci sono delle questioni emblematiche subito da risolvere. Non sono più tollerabili l’attuale situazione di viabilità della Città Ospedaliera e l’incompiutezza delle opere avviate. Il “Centro autistico” di Valle va completato. Spontaneo e sentito è il ricordo di Mimmo Piano che tantissimo ha profuso per poterlo vedere realizzato.

Cari amici di Confindustria Avellino, a Voi il mio ringraziamento per avermi sostenuto in quest’anno di attività. Su noi pesa, a volte, uno stato d’animo che non dà slancio per nuovi investimenti; capita anche di ascoltare bravi imprenditori che ipotizzano la riformulazione dell’attività in altri contesti. Per scacciare queste ipotesi basta riacquistare la speranza che una prospettiva c’è, anche nel nostro territorio. Per questa prospettiva, per renderla più certa nel tempo e nei modi, continuo il mio lavoro. Ho portato, nell’esperienza regionale, molte riflessioni e indirizzi maturati insieme. L’importanza strategica, per esempio, di veder pienamente sviluppata la fascia costiera e il suo sistema portuale; la necessità che l’area metropolitana si proietti effettivamente nel suo ruolo internazionale. Far valere, anche nell’impegno di Confindustria regionale, l’indispensabile sviluppo delle aree interne e il loro collegamento con gli hub campani. Speriamo presto di avere anche il porto franco a Nola. Da qualche tempo Confindustria Avellino è impegnata per l’integrazione con Salerno e Benevento; tra “stop and go” resta la nostra volontà di proseguire. Da qualche giorno sono state annunciate le linee della Commissione Pesenti sulla riforma interna di Confindustria. La mia valutazione immediata è che una complessa e articolata riforma richieda approfondita discussione, a tutti i livelli territoriali. Prima di essere associazione di servizi, ci sentiamo fortemente vincolati a dare rappresentanza tangibile al sistema imprenditoriale. Appena il quadro sarà delineato sarà mia cura convocare gli Organi associativi per la più ampia discussione. Dall’altra, la Presidenza Squinzi è garanzia che ogni giusta istanza, suggerimento, proposta proveniente dalle diverse rappresentanze, avrà modo di essere analizzata e considerata. Ci attende quindi nei prossimi mesi più intenso lavoro anche interno. Rappresentanza, servizi, senso di comunità in cammino: è questa Confindustria Avellino! L’impegno che rinnovo è di fare di più e meglio. Insieme ci riusciremo!”.

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