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Asl Av2 – Cineterapia: un film per sviluppare la cognitività

Avellino – Il cinema è considerato un reale e valido stimolatore dell’immaginario collettivo, che trasmette modelli interpretativi di fenomeni psicologici e sociali e come tale diventa spazio di identificazione e confronto di un percorso psico-educativo, tramite la stimolazione della sfera emotiva e cognitiva dello spettatore. I film affrontano molteplici problematiche dell’individuo nella società contemporanea e possono essere utilizzati come supporto visivo, come occasione di riflessione su dinamiche comportamentali e valori individuali e come strumento di conoscenza e di confronto con altre culture per osservare, riconoscere ed elaborare i propri comportamenti. I film, inoltre, possono proporre situazioni di vita reale che il paziente psichiatrico può riconoscere come simili alle proprie, favorendo un lavoro di rielaborazione di conflitti e problematiche. Pertanto, nel campo della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, si utilizza il termine di “Cineterapia”, per definire una vera e propria terapia formulata dallo psicoterapeuta statunitense Gary Salomon, che si basa, appunto, sulla visione dei film. Salomon si rese conto che diversi disagi psicologici, da un semplice stato d’animo a vere e proprie patologie della psiche, possono trarre beneficio, in maniera più o meno evidente a seconda della situazione, dalla visione di film. Infatti, in determinati momenti dolorosi o tristi, vedere un film che rappresenta una situazione in qualche maniera simile a quella del proprio disagio può essere in qualche modo d’aiuto. Partendo da queste argomentazioni, la Asl Avellino 2, diretta dal dottor Roberto Landolfi, ha organizzato un incontro di discussione sul tema “La Cineterapia nella riabilitazione psichiatrica e psicosociale”. L’iniziativa si terrà martedì 27 maggio 2008, alle ore 15, presso il Centro Diurno dell’Unità Operativa di Salute Mentale, sito in via Pellecchia n. 5 ad Avellino. Nel corso dell’iniziativa sarà proiettato il film “A Beautiful Mind”, la storia vera del matematico John Nash, interpretato da Russel Crowe, dall’inizio della sua carriera all’Università americana di Princeton, passando per l’inferno della sua malattia: la schizofrenia, in un mondo fatto di allucinazioni e senso di perdita. La sua compagna Alicia sceglie di rimanergli accanto e di aiutarlo ad uscire dall’abisso in cui è precipitato. Nash, così, riprende il suo posto nel mondo accademico e nel 1994 gli viene assegnato il Premio Nobel per l’Economia. Seguirà un dibattito sui temi del film, alla presenza di pazienti e familiari, con la partecipazione del dottor Pietro Bianco, direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale del Distretto Sanitario di Avellino, e dei dottori Doriano Pellecchia e Antonio Zagari, rispettivamente responsabile e coordinatore del Centro Diurno. Presso la struttura della Asl Avellino 2, che è aperta dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 17, si realizzano specifici programmi terapeutici individualizzati per chi soffre il disagio psichico e progetti per aiutare e sostenere i familiari, con l’obiettivo di favorire la socializzazione e la riabilitazione degli utenti psichiatrici.

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