Asa, Romano: moralismo di bassa lega. Deluso dal consiglio comunale

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Avellino – “Un moralismo di bassa lega, perché non si fa politica sulla pelle delle persone perbene. Ai personaggi in cerca d’autore che non hanno mai dato prova di sé li sfido a individuare un manager che per 2500,00 euro al mese riesce a gestire un’azienda operante in un settore così delicato e con 250 dipendenti. Esprimo amarezza e delusione profonda per come è stata posta e riproposta dal civico consesso la nota questione dell’aumento delle indennità per i componenti del Consiglio di amministrazione dell’Asa; avrei sperato che avessero utilizzato il tempo per occuparsi del sistema rifiuti, dando una mano. In poco meno di due anni l’azienda, da un passivo importante, è andata in attivo: al 30 settembre 2007 siamo già a 348.000 euro”. Il presidente del Cda dell’Asa, , dimessosi dalla carica a seguito delle polemiche divampate dentro e fuori l’assemblea cittadina per l’aumento dello stipendio, in conferenza stampa ha respinto le accuse ed ha attaccato gli illustri disoccupati del consiglio comunale, che parlano senza nemmeno conoscere gli atti amministrativi. Romano, ex sindaco di Avellino, è un fiume in piena perché – afferma – l’accostamento dell’aumento delle indennità con la presenza dei rifiuti in mezzo alla strada ha rappresentato una pugnalata al cuore sferrata da chi lo ha fatto mediaticamente. Ed ha parlato di talpe o di qualche dirigente scontento. “Mi auguro che possa parlare per l’ultima volta di queste cose – ha esordito all’incontro con la stampa organizzato questa sera presso la sede dell’Asa in viale Italia – e poi possa tacere per sempre”. Dunque, dimissioni irrevocabili per Romano e per due altri componenti del Cda, Geardo Adiglietti e Luigi Napolitano, presenti alla conferenza al fianco del loro presidente. Nel mirino il consiglio comunale dal quale Romano e il Cda si attendevano una nota di solidarietà in occasione dell’incendio a Campo Genova, o quando sono andati a fuoco e sono stati rubati i mezzi di proprietà dell’azienda, tenuto conto che l’Asa rappresenta un patrimonio per Avellino e per tutti i comuni del Cosmari Av1, mentre il Comune è parte importante del consorzio, ma non costituisce il 50 per cento degli azionisti. In pratica, l’iniziativa sarebbe dovuta nascere in un contesto diverso e discussa tra tutti gli enti interessati. Romano è tornato sulla vicenda relativa alla delibera che aveva autorizzato l’aumento delle indennità, precisando che non si trattava affatto di raddoppiare le somme percepite, ma di adeguarle secondo quanto deciso con deliberazione prodotta dall’assemblea dei soci; una indicazione che in un primo momento non era stata recepita perché – ha spiegato Angelo Romano – nel 2005 l’azienda soffriva un passivo di 250.000 euro e non era il caso. Ma nel 2006, per la prima volta, il bilancio ha segnato un attivo di 27.000 euro per il quale i Comuni non sono stati chiamati a ripianare il passivo, e per il 2007 quel dato si è ulteriormente rafforzato: con il 30 settembre l’attivo ha raggiunto la soglia di 348.000 euro e da qui la possibilità dell’adeguamento delle indennità. Romano ha ripercorso le tappe fondamentali del suo impegno all’Asa, evidenziando che dal 6 gennaio 2006 sono stati assunti 29 dipendenti della ex Cecchini, coinvolta nelle note vicende, sono arrivati i nuovi mezzi, in totale duecento e che la soglia dei 250 dipendenti ha reso l’Asa una delle maggiori aziende private di Avellino. Nel Cosmari Av1 sono entrati altri quindici Comuni, prima esclusi e prossimamente il servizio di raccolta sarà esteso anche ad Atripalda. Romano ha ringraziato i lavoratori per la solidarietà espressa nei riguardi del Cda ed ha aggiunto che, pur colpiti spesso da provvedimenti disciplinari, essi hanno capito il senso dell’atteggiamento assunto ed hanno reagito lavorando bene e in sinergia con il Cda nell’interesse generale. Sulla raccolta differenziata, l’ex primo cittadino di Avellino, ha affermato che il servizio è stato affidato al Cosmari tramite una procedura amministrativa molto puntuale e che non potrà essere rimosso con un semplice ordine del giorno. Il riferimento è alla richiesta di indizione gara europea avanzata da alcuni consiglieri comunali, che – precisa Romano – parlano senza conoscere gli atti. Gerardo Adiglietti, nel ribadire che le dimissioni sono irrevocabili e nell’annunciare che nei prossimi giorni si dimetterà anche dagli altri impegni, perché – ha affermato – la gestione non è il mio compito, ha attaccato duramente il centrodestra presente in consiglio comunale sottolineando che la responsabilità di tutto è dell’ex presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli e delle gare fatte dalla sua giunta, mentre i capipopolo oggi si limitano ad esprimere la loro solidarietà ai comuni che rischiano di essere interessati dalla presenza di impianti per la raccolta dei rifiuti ma non avvertono la responsabilità di governo. Adiglietti, facendo riferimento alla situazione trovata nel 2002 ha parlato dell’azienda che faceva da sponsor alla squadra di pallacanestro con l’esborso di 60.000 euro all’anno, ma con 60 operai in meno che andavano a lavorare. Ha ringraziato i sindacati per il gran lavoro svolto in sinergia con la squadra guidata prima da Rosato e poi da Romano. E, a proposito di alcuni dirigenti, Adiglietti ha tenuto a precisare che per alcuni di loro erano stati registrati aumenti del super-minimo che equivalgono allo stipendio mensile di chi da 35 anni lavora in Provincia. E’ intervenuto anche Luigi Napolitano, che ha respinto l’opinione diffusa da chi riteneva che l’Asa fosse ostaggio dei privati, tanto vero che l’impegno chiaro, trasparente e coraggioso del Cda ha condotto ai grandi risultati illustrati nel corso dell’incontro. Ha aggiunto che la questione da risolvere è quella relativa alla nuova sede, che dovrà accogliere nel modo migliore il patrimonio dei mezzi con le strutture annesse.

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