Avellino – “Con fare solito, quando gli uomini del centro-sinistra non sanno cosa rispondere, si trincerano dietro lunghi documenti che parlano d’altro”. È il commento del capogruppo consiliare di An, Giovanni D’Ercole sul caso Asa. L’esponente di Alleanza Nazionale aveva giorni fa sollevato la questione chiedendo risposte chiare a domande precise. Il risultato, secondo D’Ercole, è stato “un generico invito a ‘rinfrescare la memoria’ e qualche consapevole imprecisione”. “Innanzitutto, va ricordato (visto che si disquisisce di memoria) che non è stata la nomina di Rosato e Adiglietti a salvare i duecento lavoratori Asa – precisa Giovanni D’Ercole – in quanto la legge già tutela i lavoratori: se, infatti, non si fosse proceduto a quelle nomine, qualunque altra azienda avesse preso il posto dell’Asa era obbligata dalla legge ad effettuare il cosiddetto ‘passaggio di cantiere’, conservando i livelli occupazionali. Passando alle questioni gestionali che l’Asa rivendica, l’incremento della raccolta differenziata spinta è un incremento che solo i vertici aziendali notano. Per quel che consta la Città di Avellino, il ‘piano – raccolta differenziata’, annunciato per settembre, è ancora al palo. Ciò che, invece, la Città nota è un servizio scadente ed effettuato al di fuori degli orari stabiliti, a tutto danno della circolazione cittadina. Anche la rivendicata riduzione dei contenziosi tra Comune e Asa è risibile, laddove si osserva che i due Enti sono l’uno inscatolato nell’altro… Infine, ribadiamo i nostri interrogativi posti e rimasti senza risposta: È vero che lo statutodell’Asa riconosce al solo socio pubblico la nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione e prevede una maggioranza qualificata per la elezione del Cda? È vero che queste due norme non sono state rispettate nella seduta del 17 novembre 2004?
Se all’epoca il socio pubblico (il Co.Sma.Ri.) non esisteva, perché ora che è ricostituito non procede alla nomina regolare del Cda?
Un’ultima domanda viene, dunque, sollecitata dalla nota Asa ma la presidenza Rosato Adiglietti costituisce l’assetto definitivo del Cda Asa alla faccia della estrema transitorietà all’epoca dichiarata?”.