A.S. Avellino 1912, un anno di cambiamenti e crescita

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Calcio – Un anno di successi, disfatte, errori, riscatti, esultanze, soddisfazioni, cambiamenti e conferme per l’A.S. Avellino 1912. Un 2011 dai grossi rinnovamenti sotto l’aspetto tecnico e dirigenziale. Ventate di innovazione che hanno favorito la crescita di una giovane società che, in questo anno, ha spesso dimostrato di saper rimediare agli errori. Imprecisioni derivanti dall’inesperienza, dalla poca competenza nell’ambito calcistico. Ma non erra il saggio proverbio che dice “sbagliando si impara”. L’Avellino ha saputo coglierlo alla lettera, cadendo per poi rialzarsi ancora più forte. Un blasone pesante da portare sulle spalle. Una responsabilità troppo grande da avere. Eppure il Presidente Onorario della società, Walter Taccone si è rivelato una persona di parola. Il medico avellinese, nel corso della conferenza stampa di presentazione della società, nell’anno 2009 (all’epoca l’Avellino militava nella Categoria Dilettantistica), fece una promessa alla città: “Porterò per mano l’Avellino in Prima Divisione in quattro anni”. E di anni ne sono trascorsi soltanto due. Impegno, dunque, ampiamente portato a termine.
Ma analizziamo questo 2011 dell’A.S. Avellino 1912 in modo schematico e dettagliato.

CAMPIONATO 2010 – 2011

Gennaio
L’Avellino di Sasà Marra inaugura il girone di ritorno con una pesante sconfitta in terra siciliana contro il Milazzo (2-0). Pare ingrani la giusta marcia nella gara successiva contro il Brindisi tra le mura di casa (2-1) ed ancora, lo scorso 30 gennaio, allo stadio “Ianniello”, nella sfida a porte chiuse contro la Neapolis (0-2) del Presidente Moxedano. Biancoverdi vincenti, seppur con difficoltà. In discussione le sorti del tecnico partenopeo che non riesce a convincere tifoseria e società. Classifica appetibile (Latina 39, Trapani 36, Pomezia 31, Aversa Normanna 30, AS Avellino 29, Neapolis 29). Play off non ancora in cassaforte. E l’Avellino deve ammazzare il campionato. E’ davvero necessaria una serie di risultati positivi affinché i lupi possano sentirsi al sicuro e aggiudicarsi il primato.

Febbraio
Costa cara a Sasà Marra, la sconfitta casalinga contro il Latina. L´allenatore viene esonerato insieme al Direttore Sportivo Nicola Dionisio. Sergio Contino, dirigente accompagnatore della squadra ed il figlio Emiliano, membro del consiglio d’amministrazione, rassegnano immediatamente le loro dimissioni irrevocabili ed effettive poiché non concordi con la decisione presa dalla maggioranza. Intanto, il club capeggiato dal Presidente Cipriano corre ai ripari cercando il sostituto di Marra. Salvatore Vullo, l’artefice della promozione dei lupi a Crotone nell’anno 2003, trova l’accordo con i dirigenti irpini e diventa il nuovo allenatore dell’Avellino. Sulla panchina dei Lupi, il tecnico di Favara consegue speditamente una sostanziosa vittoria esterna contro l’Isola Liri (0-3) ed un pareggio con il Fondi al Partenio una settimana dopo. Pare che la “Vulloterapia” faccia bene all’Avellino.

Marzo
Comincia per Salvatore Vullo la scalata play off. L’allenatore biancoverde conquista un’importante vittoria in terra laziale contro il Pomezia (1-3), una successiva con il pubblico di casa contro il Melfi (2-1) ed infine lo stop a Catanzaro (1-0), partita al centro di polemiche e controversie.

Aprile
Dopo lo stop con il Catanzaro, i lupi collezionano 4 risultati utili consecutivi: Avellino – Matera (6-0); Vibonese – Avellino (1-1); Vigor Lametia – Avellino (1-2); Avellino – Trapani (4-0). Biancoverdi senza freni e vogliosi di mantenere salda la posizione in classifica per accaparrarsi i play off al 100%. Intanto, sotto l’aspetto societario, le quote dell’uscente Contino (25%) vengono ripartite tra i soci. Iacovacci passa dal 10% al 17%; Cipriano passa dal 13% al 18; Nicola Cece dal 14% al 17%; Franco Mazzariello passa dal 3% al 5%; Rodomonti al 10% e Walter Taccone aumenta la sua quota maggioritaria passando al 33% ma sempre conservando la sua carica di presidente onorario con il figlio Massimiliano nel ruolo di Amministratore Delegato del club.

Maggio
L’Avellino ipoteca i play off pareggiando ad Aversa con i normanni (2-2) e stendendo il Campobasso tra le mura di casa (3-1). Una rosa equilibrata sempre pronta a tirare fuori tutte le proprie qualità. Il tecnico di Favara, con la sua esperienza e la sua saggezza calcistica, è riuscito a dare sicurezza all’intero gruppo annullando le gerarchie e tenendo tutti sulla corda. Ogni singolo giocatore ha appreso di essere un pezzo fondamentale di questo Avellino. La società, intanto, ridistribuisce le cariche sociali. Massimiliano Taccone lascia il posto di Amministratore Delegato ad Alberto Iacovacci e diviene il nuovo Direttore Generale. Renato Rodomonti è il nuovo socio accompagnatore della squadra.

Giugno
L’Avellino è in pieno clima play off. Battuta la ‘bestia nera’ del Campionato, il Milazzo di mister Venuto, i lupi volano in finale contro il Trapani. Prima gara di andata di finale play off al Partenio-Lombardi di Avellino. I biancoverdi mettono in cassaforte un bottino considerevole (2-1). Il 12 giugno 2011, sfuma, purtroppo, il salto di categoria per i biancoverdi nella finale di ritorno dei play-off, al “Provinciale” contro il Trapani. (3 a 1). I siciliani fanno festa ed agguantano la Prima Divisione. Frattanto si verificano nuovi ingressi in casa Avellino. Enzo De Vito è il nuovo Direttore Tecnico e Franco Mazzariello il responsabile del settore giovanile dell’Avellino.

Luglio
Salvatore Vullo è in ritiro con la squadra a Caposele. Gruppo sottotono fisicamente. E questo, probabilmente, inizia a non convincere la dirigenza biancoverde sulla permanenza del tecnico di Favara ad Avellino. Nel frattempo l’A.S. Avellino presenta domanda di ripescaggio in Prima Divisione corredata dalle fidejussioni bancarie richieste e relativo fondo perduto secondo quanto stabilito dalla normativa.

Agosto
Il 5 agosto arriva l’ok del Consiglio Federale. La domanda di ripescaggio dell’Avellino in Prima Divisione viene accettata. Vullo non riflette più il ruolo giusto al momento giusto e il 23 agosto viene esonerato per “incomprensioni progettuali inconciliabili”, afferma De Vito in un’intervista qualche giorno dopo. Passa qualche ora e viene ufficializzato Giovanni Bucaro come nuovo tecnico dell’Avellino. L’allenatore siciliano, la passata stagione alla guida della Juventus Primavera, si sposa con il progetto “giovani” del Direttore Tecnico De Vito. Tra i due è sinergia immediata.

CAMPIONATO 2011/2012

Settembre
L’Avellino di Bucaro non raggiunge immediatamente un equilibrio. I biancoverdi collezionano risultati altalenanti: Avellino – Foligno (2-0); Pisa – Avellino (3-0); Avellino – Tritium (1-2); Viareggio – Avellino (0-1). Assalito dalle critiche dei tifosi, Bucaro non demorde e cerca il riscatto con convinzione e determinazione.

Ottobre
L’allenatore siciliano e i suoi, continuano a non essere visti di buon occhio dalla piazza e vengono persino contestati dopo la sconfitta casalinga contro il Sorrento (0-1). Mortificazione, avvilimento e umiliazione per una squadra che una settimana dopo viene stesa a Vercelli dalla Pro per 4 a 1. Bucaro ha bisogno di tempo ma pochi sono disposti a concedergliene: un centinaio di tifosi e la dirigenza. Il 12 ottobre l’Avellino batte il Carpi al Partenio (1-0), poi pareggia a Monza (1-1) e ricade in casa con la Ternana (1-3) sotto gli occhi degli ultimi ottimisti. Intanto, la società, pensa al futuro. Il Presidente Onorario dell’A.S. Avellino 1912, Walter Taccone e il figlio Massimiliano propongono la riqualificazione dello Stadio Partenio – Lombardi. A seguito delle nuove prescrizioni calcistiche, stilate sugli stadi italiani, i dirigenti irpini vagliano la possibilità di trasformare l’obsoleto Stadio Partenio – Lombardi in un impianto sportivo moderno, modello Torino sponda Juventus. Gli imprenditori avellinesi, affidatisi ad uno studio di architettura di rilevanza nazionale per la realizzazione del progetto e ad un’importante holding milanese per il finanziamento di quest’ultimo, sono tutt’oggi in attesa dell’approvazione del primo cittadino di Avellino, Giuseppe Galasso.

Novembre
L’Avellino di Bucaro ingrana la giusta marcia riuscendo a trovare un equilibrio stabile ed una personalità temporaneamente smarrita. I lupi conquistano 5 risultati utili consecutivi e nessuno, ormai, se lo aspettava da una squadra di giovani che mira alla salvezza. Un importante pareggio a Foggia (1-1), poi la vittoria casalinga contro la Reggiana (2-0); il 2-2 nel “derbissimo” con il Benevento; il pareggio con il Como (3-3) e la prestigiosa vittoria contro il Lumezzane al Partenio – Lombardi (2-1). Intanto, sul fronte societario, il socio Nicola Cece, esce di scena. L’imprenditore avellinese cede il suo intero pacchetto azionario che viene ripartito tra i soci attuali: Gruppo Taccone: 40%; Gruppo Iacovacci: 25%; Gruppo Cipriano: 25%; Renato Rodomonti: 5%; Franco Mazzariello: 5%.

Dicembre
L’Avellino di Bucaro colleziona il sesto risultato utile consecutivo col successo esterno contro il Pavia (2-3) ed il settimo contro la Spal in Irpinia. Cerca il colpaccio in terra pugliese contro il Taranto per chiudere in bellezza il girone di andata del campionato ma l’impresa risulta inottenibile contro la seconda della classe dopo la Ternana. Nulla di grave. L’obiettivo dell’Avellino è la salvezza e quest’ultima è alla portata dei lupi.

(di Anna Vecchione)

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