Artigianato: dopo la crisi, la ripresa passa per l’Irpinia

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Un tour tra le pmi artigiane per concepire una condivisa programmazione di sviluppo locale. E’ questo lo spirito con cui Confartigianato Avellino promuove, a partire da metà novembre, una serie di incontri territoriali che vedranno protagoniste le aziende del comparto artigiano. Prima tappa venerdì 14 novembre nel cuore del distretto tessile di Calitri. Un dialogo a più voci per fare emergere istanze ed esigenze di crescita, dibattere sulle difficoltà che ne ostacolano il raggiungimento, individuando tempi e modi di intervento strategico. Il tutto partendo dai protagonisti dell’economia locale. Per l’occasione, il target di riferimento saranno le piccole e medie imprese artigiane di Conza, Calitri, Sant’Andrea di Conza, Cairano e Andretta. “Lo scopo di questo viaggio tra le imprese – dichiara il presidente di Confartigianato Avellino, Ettore Mocella – è quello di individuare un’analisi dei fabbisogni delle aziende irpine al fine di realizzare una unica e condivisa piattaforma di proposte da sottoporre ed inoltrare alla Regione Campania per concepire, poi, iniziative ed interventi specifici in linea con le esigenze delle nostre imprese”. Il tour coprirà progressivamente l’intero territorio provinciale, coinvolgendo realtà di diversa vocazione produttiva, che operano nel comparto artigiano. “Questi incontri – aggiunge Mocella – nascono dal fatto che la programmazione europea legata ai fondi strutturali 2000-2006 non ha ottenuto i risultati sperati dal punto di vista dello sviluppo e della crescita locale. Non ha, in pratica, creato valore aggiunto e poche sono state le buone prassi nate”. “Come Confartigianato – continua Mocella – vogliamo, pertanto, cercare di ricucire il rapporto tra spesa dei fondi ed esigenze territoriali per giungere ad una proposta collettiva”. A tale riguardo, ci sono anche indagini recenti che confortano la linea percorsa da Confartigianato Avellino. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Atlante della Competitività curato da Unioncamere e Istituto Tagliacarne, ad esempio, i risultati economici vedono Avellino collocarsi in 84esima posizione nella graduatoria delle 103 province italiane. Interessante il contributo dell’artigianato pari al 13,7 per cento, contro il 10,8 per cento medio registrato per il Sud ed il 12 per cento nazionale. E’ altrettanto interessante sottolineare che il valore aggiunto ha evidenziato una variazione, nel periodo 1995/2004, dell’ 1,8, superiore al dato nazionale. L’analisi settoriale-temporale fa poi rilevare la diminuzione del comparto manifatturiero (il cui contributo alla formazione del Pil provinciale scende nel periodo di riferimento dal 21,4 per cento all’attuale 17,4 per cento) a fronte di un ampliamento del comparto servizi dal 65,8 al 70,8. All’interno di questo scenario, una delle principali sfide che intende sposare la confederazione irpina è il distretto tessile altirpino. Il polo calitrano (che occupa un’area di 495 kmq, popolata da circa 25 mila abitanti, ed interessa nove comuni, tra i quali spiccano Calitri, Bisaccia, Lacedonia, Andretta e Aquilonia), secondo le ultime rilevazioni Isres (Cisl Avellino), è caratterizzato da un’elevata specializzazione produttiva, nel campo della produzione di pantaloni e della lavorazione a ricamo, grazie a una forte tradizione locale ed esperienza specifica nel settore. Ma oggi le imprese operano per lo più in conto terzi, in quanto non in grado di commercializzare i propri prodotti. Secondo l’indagine, anche il sistema produttivo del tessile abbigliamento di Calitri attraversa dunque la più generale crisi italiana nel settore, tanto da non poter prefigurare un progetto di rilancio e sviluppo solo in questo comparto, ma vedendo come necessario spostare l’attenzione su altri settori produttivi, quali ad esempio l’artigianato della ceramica e del ricamo; la produzione agro-alimentare attraverso la creazione del distretto della stagionatura ed affinatura in grotta dei prodotti alimentari di alta qualità; un turismo sostenibile che preservi e valorizzi il territorio naturale e culturale, coinvolgendo eventualmente gli abitanti del posto. Restando in casa tessile, la Camera di Commercio di Avellino ha recentemente presentato presso il Comune di Calitri il “Piano di marketing territoriale, informazione e pubblicità” – progetto cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Campania nell’ambito del Progetto Integrato Distretto Industriale di Calitri – intervento a valere sulla Misura 4.3 del Por. Il piano, dopo studi e valutazioni sull’economia e sulle risorse dei 9 comuni che fanno capo al Distretto, ha evidenziato che, nel corso degli ultimi anni, la realtà distrettuale specializzata nel tessile abbigliamento ha modificato le sue caratteristiche per la crisi del settore che ha investito tutta l’Italia e i paesi occidentali: in particolare, ha rilevato che attualmente sono registrate 47 imprese nel comparto, mentre nel 2001 ne erano 56; che le stesse occupano oltre 250 addetti e sono localizzate per lo più a Calitri ed Andretta; e che nel dettaglio 14 sono industrie tessili e 33 imprese si occupano di confezioni di articoli di abbigliamento. Questa ‘lastra’ del distretto lascia intravedere a Confartigianato Avellino altre possibili strade da seguire per il suo rilancio. E un primo percorso concreto lo si intende imboccare proprio con il tour aziendale di prossima partenza che inizierà il suo viaggio proprio dal cuore tessile dell’Irpinia artigianale. Verso il quale il disegno di Confartigianato Avellino è più ampio: “Oltre alla capacità di puntare sulle piccole imprese – chiosa Mocella – è importante effettuare un salto di qualità passando da distretto tessile a polo della moda. Su quest’ultimo fronte, occorre però servirsi di strumenti adeguati, come disciplinari di qualità e un marchio proprio”. (di Marianna Morante)

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