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L’Adoc per quest’anno prevede una crescita negli acquisti di capi d’abbigliamento, il settore più colpito dalla crisi: vestiti da donna, costumi da bagno e scarpe sportive. In più è previsto un aumento delle vendite del 2-3 per cento rispetto al 2006. Ma con l’arrivo dei saldi è d’obbligo tenere gli occhi ben aperti ed essere attenti alle possibili truffe. Per questo non passa mai di moda l’intramontabile decalogo di consigli anti-truffa, che guidi nella scelta d’acquisto migliore.
Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi venduti in saldo non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a cambiare l’articolo difettoso e inoltre, non c’è più bisogno, di denunciare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il D.lgs n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.
Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non rimanenze di magazzino.
Non fermarsi al primo negozio: confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
Avere le idee chiare: entrare in un negozio sapendo già di cosa si ha bisogno evitando così il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si ha alcun bisogno. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.
Diffidate degli sconti superiori al 50 per cento, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
Ricordare che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile (Dlg n. 114/98). Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
Pagamenti: nei negozi che espongono l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.