Ariano,”pulci”alle liste: solite facce, gli esclusi e le sorprese…

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Ariano stamattina si è svegliata a far le pulci ai candidati. Molti volti nuovi, non mancano le solite facce come gli stessi grandi assenti. Partiamo da questo ultimo punto. Pratola, Cirillo, Leone, Zecchino figlio, Carmine Peluso, Pasqualino Santoro sono ai box ma si vocifera per le strade del Tricolle che per loro agiranno altri.
Da inquadrare la posizione dei primi tre che sceglieranno all’ultimo istante chi appoggiare, per il consigliere regionale la storia è ben diversa perché le due liste a sostegno di Alessandro Ciasullo, tutti under 40, sono di chiara identificazione del patron Ortensio Zecchino di Biogem. Infatti scorrendo tra le liste (a proposito la Nicoletta Caraglia in lista non è la giornalista di Telenostra ndr) non mancano professionalità che sono legate alla struttura scientifica. Carmine Peluso, invece gravita in orbita Michele Caso. Non ci mette la faccia direttamente ma la lista Autonomia Sud è una sua creatura.

Per restare sempre in questa coalizione balza agli occhi la formazione dell’Orologio dell’ex assessore della giunta Mainiero Manfredi D’Amato che dopo aver fondato il club Forza Silvio abbraccia il progetto degli alfaniani in compagnia in lista anche dell’attuale sub commissario dell’Iacp di Avellino Carmine Ruggiero e referente storico del Nuovo Psi di Stefano Caldoro.
Infine la candidatura a sorpresa di Carmela Grasso, moglie di Gino Cusano, ma quest’ultimo perde dopo dieci anni di collaborazione fattiva, Marco Ciano che preferisce aderire al progetto della lista Ariano di tutti che raccoglie volti della società civile ma anche con una esperienza partitica bipartisan (vedi Mario Manganiello ex Verdi) che vanno a sostegno di Domenico Gambacorta.

Per restare nel campo del centrodestra, nelle liste a sostegno di Mimmo Gambacorta, già sindaco dal 2004 al 2009, c’è il ritorno prima di tutto del simbolo del partito. La storia del 2009 la ricorderanno tutti quando la lista del Popolo della Libertà messa su da Gino Cusano fu esclusa con tutte le conseguenze che ne seguirono. Oggi invece, la storia è ben diversa tra le quattro liste c’è quella di Forza Italia con all’interno non solo il coordinatore cittadino Giovannantonio Puopolo, ma è capeggiata da Emerico Maria Mazza, già assessore con Gambacorta, Claudio Nisco, più volte consigliere. Nelle altre formazioni c’è il ritorno dello stimato medico Andrea Pelosi nella lista del sindaco, che al suo interno vede anche la presenza dell’ex assessore con delega alle periferie Raffaele Li Pizzi.
La politica però non solo divide per personalismi, ma riesce anche a far ritrovare il sereno. Può essere raccontato così l’avvicinamento tra Franco Lo Conte e Gambacorta che nel lontano 2004 si fronteggiarono ed oggi casualità della vita corrono insieme per lo sviluppo della propria comunità visto l’opera di crescita che Lo Conte sta attuando in sella all’organizzazione di fiere di primaria importanza sul Tricolle. Seppur frammentato questa ala politica (centrodestra inteso come insieme dei partiti che sostengono i tre candidati sindaco ndr) parte con i favori del pronostico.

Ora, però, guardiamo nel dettaglio lo scenario nel centrosinistra. L’avvocato Giovanni La Vita ha messo su una coalizione ambiziosa, che si affida agli esponenti di PD e PSI che godono di un bacino elettorale maggiore, ossia La Vita e Ninfadoro, in disaccordo con i loro partiti. Le due liste sono Ariano Bene Comune che racchiude il Movimento Harambee e Ariano al Centro di Luciano Giorgione e Centrosinistra del Cambiamento, che al suo interno propone anche esponenti di SEL. Quindi c’è Antonio Santosuosso, sostenuto dalla civica Ariano Cambia-Pro Civitate, nata dall’accordo tra Santosuosso, candidato sindaco, e Prebenna, inizialmente candidato sindaco per Pro Civitate e poi relegato al ruolo di capolista.

Infine la lista unica PD-PSI a sostegno del candidato sindaco socialista Guido Riccio. Due partiti che erano con un piede nel “Governo di rilancio” con le liste di Michele Caso. Ma poi quando c’è stato il compito di scegliere il candidato sindaco tutto è franato. Nessun sostegno al progetto di La Vita che poteva essere l’interlocutore più vicino, ma la volontà di farsi strada da soli.

Per fare un riassunto: la divisione di entrambi i blocchi, poi al ballottaggio cosa probabile, molte cose si risistemeranno. Sempre che tra i sei candidati non ci sia proprio quello che ha appel, riesce ad intercettare gli elettori come una calamita e a quel punto i giochi si potrebbero chiudere anche al primo turno. Per la buona pace di coloro che sognano di trovare un posto al sole nel secondo turno, riproponendo la solita politica dell’accordo a tavolino nelle segrete stanze.

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