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Ariano – Sulla discarica, il Vescovo D’Alise:’Uno scempio ecologico’

Sul caso Difesa Grande è intervenuto con una lettera aperta il Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, Monsignor Giovanni D’Alise.“La decisione di sversare, ancora una volta, immondizie alle porte della nostra città di Ariano Irpino ci umilia, ma non ci abbatte. Per compiere uno scempio ecologico così enorme come la discarica di Difesa Grande, monumento al ciclo aperto alla incapacità di gestire il bene più grande che Dio ci ha dato, la natura, è stata necessaria tanta incoscienza. Per completare l’opera, oggi, ci vuole arroganza. Sotto quella immondizia forse, senza volerlo, si viene a sommergere l’orgoglio irpino e si viene a seppellire la speranza. La gente irpina, abituata ai sacrifici e ad essere spesso emarginata, è gente che comprende i problemi. E ora non solo c’è un problema, ora ‘c’è una emergenza spazzatura’. Noi la comprendiamo. Ciò che non potremo mai comprendere è che si possa pensare alle nostre belle contrade come possibili pattumiere della Campania. A questo, moralmente ci opponiamo e reagiamo fortemente manifestando il nostro più grande dissenso. La Chiesa di Ariano è vicina a quanti si rifiutano di seppellire la speranza e fa appello ai politici tutti, ma in modo particolare, a quelli che contano di spendere un po’ delle loro energie perché questa nostra splendida terra venga considerata non solo come sversatoio di immondizia, ma anche perché ci sia più sviluppo e più possibilità per i giovani, che continuano ad andare via. Ciò ci impoverisce ogni giorno di più. Noi abbiamo una sola ricchezza, la bellezza della natura e l’aria pura. Il turismo ci aiuta e il turismo può essere una vera speranza per il futuro. La Chiesa è vicina, perciò, a quanti, in modo rispettoso e senza violenza, manifestano la propria indignazione per questa ultima decisione che nessun arianese avrebbe mai voluto, non dico ascoltare, ma neppure pensare. Come credenti siamo sicuri che qualcuno ci ascolterà e certamente il nostro sacrificio di oggi si tramuterà in concreta possibilità di un miglioramento sociale ed ambientale. Fino all’ultimo giorno osiamo sperare che Dio illumini coloro che dovranno dare l’ordine di ‘sversare’ e ci ripensino”.

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