Ariano – Smantellata la banda degli sfruttatori di donne dell’Est

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Ariano Irpino – “Dal tramonto all’alba” è così denominata l’operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ariano Irpino, che hanno smantellato una vera e propria associazione criminale con base logistica ed operativa nella cittadina del Tricolle. Un’operazione che è durata circa sei mesi e che si è conclusa all’alba con l’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare sulle dieci emesse dal Giudice per le Indagini Preliminare del Tribunale di Ariano Irpino, la dottoressa Buonavolontà. Il blitz è stato illustrato, nei minimi dettagli, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso il Comando della Benemerita in Via Roma ad Avellino dal Tenente Colonnello Giovanni Di Blasio e dal Capitano Gianluca Piasentin. “L’attività investigativa – ha esordito il Comandante Di Blasio – è stata avviata nel mese di maggio scorso con normali controlli sul territorio. Gli uomini del Capitano Piasentin si sono avvalsi di attività di osservazione, nel corso del le quali l’Arma è stata coadiuvata anche da personale in borghese che ha agito attraverso pedinamenti e intercettazioni ambientali e telefoniche. A dare il ‘là’ all’indagine è stata la presenza numerosa di avvenenti donne sul Tricolle. Giovanissime ed ammiccanti ragazze dell’Est che nel corso dei controlli, posti in essere contro l’immigrazione clandestina, sono sempre riuscite a sfuggire alla Giustizia grazie ai loro passaporti con tanto di visto turistico”. Come è stato ricordato anche in conferenza stampa, ultimo episodio contro lo sfruttamento della manodopera clandestina si è avuto proprio alla fine del mese di settembre quando, a seguito di controlli, i Carabinieri della Compagnia di Ariano trassero in arresto Samuele Vecchiolla (oggi nuovamente arrestato), 40enne originario di Benevento e gestore di un pub-pizzeria, in quanto nel suo locale furono trovate giovanissime ucraine che svolgevano il lavoro di cameriere senza essere state regolarizzate. Un arresto che ha contribuito all’attività info-investigativa coordinata dal Procuratore Capo di Ariano Arpino, Amato Barile, e dal Pubblico Ministero Daniela Tognon. “Nei sei mesi di indagine, i miei uomini – ha esordito il Capitano Piasentin – hanno tenuto sotto controllo la movida arianese e, in modo particolare, i frequentatori ‘abituali’ di due noti night club del Tricolle: ‘Il Flamengo’ in Contrada Ponnola ed il ‘Country Pub’ in Contrada Trave (locali che a conclusione dell’operazione ‘Dal tramonto all’alba’ sono stati sottoposti a sequestro quali luoghi in cui venivano consumati i reati). Innanzitutto abbiamo acclarato che, con scadenza ben determinata, avveniva il tourn over di extracomunitarie. Un elemento, quest’ultimo, che ha avvalorato quelli che fino a quel momento erano solo degli indizi, dei sospetti. Di qui la macchina della Giustizia si è messa in moto ed oggi ne raccogliamo i frutti”. Al tramonto, dunque, i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino sono entrati in azione – ed ecco spiegato il perché della denominazione dell’operazione. I primi due provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti con la chiusura dei due night club. Domenico Moncada, 48enne siculo d’origine ma ormai arianese d’adozione da qualche anno, e Samuele Vecchiolla, 39enne del beneventano, sono stati ammanettati mentre stavano abbassando le saracinesche dei loro locali. Accompagnati in Caserma, dopo l’espletamento delle procedure di rito, sono stati associati alla Casa Circondariale di Ariano. Nel frattempo sono state raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare altre sei persone, che hanno goduto dei domiciliari: Anna Mayboroda 24enne ucraina e compagna del Moncada; Maraio Enzo 33enne di Castelfranco in Mescano; Alfonso D’Auria 33enne di Mercato San Severino; Raffaele Morrentino 29enne di Ariano Irpino; Marcello Romano 42enne di Napoli e Morrentino Enrico 42enne di Ariano Irpino. Irreperibili, per il momento, altri due collaboratori dell’associazione criminale. Top secret sulle generalità. Si tratterebbe di una 21enne di nazionalità rumena e di un 50enne del beneventano. Tutti sono accusati di associazione per delinquere specializzata nel favoreggiamento, permanenza ed ingresso in Italia di cittadine extracomunitarie prive di regolare permesso di soggiorno: il tutto finalizzato all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione. I due gestori de ‘Il Flamengo’ e del ‘Country Pub’, secondo gli inquirenti, ricoprivano il ruolo di capi dell’associazione. ‘Assumevano’ come cameriere le ragazze provenienti dall’Est – rumene, bulgare, ucraine e russe -: le giovanissime servivano ai tavoli mentre i clienti sceglievano la propria ‘preda’. Il nominativo veniva sottoposto al titolare e, con il calar del sole, andava in scena la ‘passione’ a pagamento. Spesso i rapporti sessuali venivano consumati nel ‘privè’ ricavato all’interno dei locali stessi oppure la donna seguiva il proprio ‘amante’: ogni prestazione poteva essere pagata anche duecento euro (a seconda della performance richiesta). Le donne del piacere percepivano dai loro ‘padroni’ vitto e alloggio ed una paga mensile che non superava i duecentocinquanta euro, mance escluse. “Le sei persone che si trovano ora ai domiciliari, hanno ricoperto il ruolo di collaboratori. – Ha spiegato il Capitano Piasentin -. Assicuravano all’organizzazione i supporti organizzativi e logistici: dal reclutamento alla gestione delle ragazze e, periodicamente, si recavano nei Paesi dell’Est per avviare i primi contatti con le donne a cui fornivano anche falsi documenti per attraversare la frontiera o permessi di soggiorno turistici”. L’attività non si è conclusa. La Procura avrebbe emesso ben tredici avvisi di garanzia e non si escludono, già nelle prossime ore, nuovi sviluppi.(di Emiliana Bolino)

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