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Ariano – S. E. Mons. Giovanni D’Alise alla giornata dell’Indizione

Domenica 21 novembre 2010 la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia celebra la Giornata dell’Indizione della Prima Visita Pastorale alla Chiesa arianese di S. E. Mons. Giovanni D’Alise, con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica Cattedrale di Ariano Irpino alle ore 18.30. Dall’ultima tenutasi in Diocesi, sono trascorsi più di 25 anni (1981-1986 Mons. Nicola Agnozzi). Per la solenne circostanza sono stati convocati dal Vescovo D’Alise in Cattedrale i sacerdoti, i religiosi, i diaconi, i seminaristi, i componenti dei Consigli Pastorali ed Affari economici delle parrocchie della diocesi, i catechisti, gli operatori della Caritas, nonché tutti gli operatori pastorali e i componenti delle Commissioni diocesane.
Eccellenza, perché organizzare la Visita Pastorale e cos’è?
I Vescovi sono tenuti, secondo il Diritto Canonico, a visitare ogni 5 anni tutta la Diocesi; in questi anni ne ho visitato gran parte, ma è giunto il momento di una visita approfondita perché di solito nella parrocchia ci si ferma al centro delle comunità, ma quanti sono alla periferia, i cosiddetti “lontani”, hanno il diritto di incontrare il Vescovo. Il senso della Visita, dunque, è quello di incontrare tutti, di far in modo di ritornare a Cristo perché diventi radice, forza per una rinnovata fede e una rinnovata speranza. Ho scelto come icona l’incontro di Gesù con Zaccheo perché sono convinto che è l’incontro personale con Gesù Cristo che dà motivazione alla propria fede, nonché speranza, gioia e pienezza di vita.
Come ci si deve preparare nelle singole parrocchie e nelle varie realtà sul territorio? Prima di tutto bisogna pregare. Passerà del tempo prima che arrivi nelle singole realtà. In questo tempo c’è bisogno di mettersi in ascolto della parola di Dio che fa pulizia nel cuore dai pregiudizi e aiuta a trasferirci in una dimensione di libertà e disponibilità al cambiamento ed ad una inversione di tendenze. Gesù passa, come in Israele è passato sulle strade degli uomini. Come allora, ci sarà chi gli aprirà le porte e chi rimarrà indifferente.
Quale messaggio vuole rivolgere alla Diocesi prima che la visita pastorale abbia inizio?
Vorrei per ciascuno l’umiltà del cuore. Se non ci mettiamo in tale dimensione tutto diventa vano. Sarebbe un delitto far morire un’opera di Dio prima che essa inizi. Desidero che tutto si svolga nella completa semplicità. Rimarrò in parrocchia, perché voglio incontrare proprio tutti, visiterò famiglie e ammalati. Cercherò di dare delle linee da seguire, dei suggerimenti ad ognuno, sperando che ciascuno, come in un puzzle, diventi il tassello insostituibile del magnifico disegno di Dio.

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