
Ariano Irpino – L’Udc non entrerà mai nel partito unico del centrodestra, perché ha una propria identità politica che intende continuare a difendere contro i numerosi tentativi messi in campo da chi cerca di occupare il centro per fare l’ago della bilancia. Il partito, al contrario, persegue l’obiettivo di giungere alla ristrutturazione del sistema bipolare, attraverso la riforma elettorale seria, tesa alla difesa dei valori politici e storici di ciascuno e non si presterà ad altre operazioni. Berlusconi sta perdendo consensi perché è visto come un aggressore nei confronti dell’Udc e di Alleanza nazionale, ha assunto l’iniziativa del partito unico, ma è stato costretto a fare marcia indietro perché Forza Italia, che è ben radicata sul territorio, lo ha frenato vistosamente. Insomma, voleva dare la spallata agli alleati e al centrosinistra, ma l’ha subita dagli altri. E nel Pd i moderati non riusciranno a convivere con la sinistra estrema, prova è che i sondaggi restituiscono un dato chiaro: il nuovo partito non rappresenta la somma dei voti di Margherita e Ds. Saranno costretti ad iscriversi al partito socialista europeo. Dove andremo dopo la Casa delle Libertà? Prima facciamo i programmi, poi vedremo come e con chi dialogare. Il senatore Francesco Pionati, portavoce nazionale del partito di Pierferdinando Casini, questa mattina è intervenuto al convegno organizzato dalla locale sezione dell’Udc per tracciare le linee lungo le quali i moderati devono incamminarsi dopo la nascita del Partito democratico e l’annunciata nascita del Partito del popolo delle libertà. L’incontro si è svolto nella sala convegni del palazzo degli uffici, piena in ogni ordine di posto. Pionati ha subito posto una questione: “abbiamo detto no a chi, come Carlo Giovanardi, voleva svenderci da una parte e ad altri, come Tabacci, che volevano venderci dall’altra parte, perché vogliamo continuare a difendere la nostra identità. Da anni stiamo affermando alcuni principi e davanti alla evidenza dei fatti mi sembra di aver capito che se ne sia accorto anche Silvio Berlusconi, pertanto il problema non è il nostro. Noi non dobbiamo costruire il centro, perché siamo già al centro”. La Cosa bianca? Il senatore non ha dubbi: “Si tratta di aver messo insieme le figure “Panini” dei calciatori – ha risposto – perché stanno insieme senza avere un programma, intanto iniziative come quelle servono soltanto per creare confusione. E in provincia di Avellino rappresentano la stampella del Partito democratico”. Il dopo Berlusconi è immaginato come un grande partito dei moderati che si rifaccia al partito popolare europeo. Pionati ha espresso assoluta contrarietà contro il bipolarismo fatto a due partiti ed ha assicurato che nel caso in cui si volesse insistere sulla ipotesi di cancellazione dei partiti più piccoli il governo cadrebbe e si andrebbe ad elezioni anticipate, aggiungendo che Prodi dovrebbe comunque cadere per i gravi danni arrecati al paese: per la prima volta, dal dopoguerra ad oggi il reddito medio pro-capite della Spagna ha superato quello dell’Italia. L’esponente dell’Udc ha condannato ancora una volta la gestione della Regione Campania, sottolineando che l’asse Bassolino-De Mita è diventato una maledizione anche per il centrosinistra, che sta perdendo consensi dappertutto perché l’opinione pubblica nazionale associa il consenso alla fallimentare gestione dei rifiuti in Campania. Ma ha attaccato anche il centrodestra, responsabile di aver lasciato campo libero al centrosinistra, che dopo le ultime elezioni ha iniziato a gestire senza avere una contrapposizione dura ed efficace; ed ha citato l’atteggiamento assunto da Bocchino, che subito dopo la sconfitta ha abbandonato l’amministrazione regionale per approdare nuovamente in parlamento. “Chi vorrà candidarsi contro il centrosinistra – ha osservato Pionati – dovrà essere consapevole dell’impegno e delle difficoltà, perché una battaglia contro un sistema di potere non si può tentare di vincere senza essere convinti di ciò che si fa”. Pionati ha concluso il convegno, aperto con la relazione del segretario di sezione, Vincenzo Cirillo, del presidente provinciale Crescenzo Pratola e del segretario provinciale Angelo D’Amelio. Pratola ha affermato che la Casa delle Libertà non esiste più, ha attribuito agli alleati la responsabilità della mancata vittoria in Comuni come Atripalda, Solofra e Monteforte Irpino ed ha sottolineato che l’Udc rappresenta la naturale evoluzione del progetto del centro, avviato da Ccd, Cdu e Democrazia europea. Il Pd non riuscirà a far capire ai propri elettori per quali motivi la sinistra e gli ex democristiani sono insieme nell’interesse del paese e la Cosa bianca è inutile perché il centro già c’è. Non sarà stato in caso se tra il pubblico sedevano numerosi esponenti della Margherita e del centrosinistra, mentre si notava l’assenza in blocco del centrodestra, ad eccezione del sindaco Domenico Gambacorta e del consigliere Nicola Castagnozzi, in rappresentanza dei Popolari per Ariano. D’Amelio ha evidenziato che l’Udc è l’unico partito che non deve andare alla ricerca di una definizione, perché l’identità è chiara e coerente e rappresenta la vera forza di un partito che intende continuare a difendere i valori fondamentali della politica e della società. Sono intervenuti all’incontro l’assessore comunale Raffaele Li Pizzi e il consigliere comunale Antonio Savino.