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Ariano – Piano trasporti, Cusano e Pratola attaccano la Provincia

Ariano Irpino – Il piano trasporti è al centro del confronto a distanza tra gli amministratori comunali e l’assessore provinciale Eugenio Salvatore, che mostra disponibilità al dialogo, limitatamente al rispetto delle disposizioni di legge dettate in materia di trasporto pubblico. L’assessore ai trasporti Generoso Cusano chiede alla Provincia di prendere atto il comune di Ariano Irpino presenta alcune caratteristiche che lo rendono diverso dagli altri e rispetto a questo il piano deve essere rivisto profondamente, mentre l’assessore Salvatore sottolinea che i criteri di svolgimento del servizio sono fissati dalla legge e che non ci possono essere interpretazioni elastiche tali da stravolgere la volontà del legislatore. Intanto l’assessore comunale al bilancio, Crescenzo Pratola lancia l’allarme perché il servizio di trasporto pubblico urbano ha un passivo di settecentomila euro, tutto a carico del Comune ed occorre fare qualcosa per invertire la rotta. In sintesi, la Regione Campania ha riconosciuto la copertura di 211.000 chilometri, assegnando al Comune il contributo di 0,72 euro a chilometro e su quella base la Provincia ha immaginato di sviluppare il Piano trasporti, tenendo presente il centro storico e i rioni Martiri e Cardito; ha avviato anche la verifica per capire se le altre corse servono effettivamente e da quanti utenti sono utilizzate. Si tratta di collegamenti con le numerose contrade presenti sul territorio, abitate da migliaia di persone. Cusano attacca perché – afferma – il comune di Ariano Irpino si estende per 185 kmq. ed è attraversato da 700 chilometri di strade, che raggiungono le decine di contrade i cui abitanti non hanno alcun altro mezzo pubblico per raggiungere il centro città e gli uffici e non si può cancellare un servizio primario in una zona già fortemente penalizzata per l’assenza delle infrastrutture, aggiungendo che altri comuni irpini sono nelle stesse condizioni di difficoltà, mentre Salvatore risponde che una corsa, non realizzando il 35% del ricavo, non può essere mantenuta. In pratica, se la tratta è passiva la Regione non può sostenerne l’onere al di sopra del 65% e la soglia dei 211.000 chilometri può essere rivista soltanto da quest’ultima. L’assessore Pratola aggiunge che Provincia e Regione devono rendersi conto che la società municipalizzata che gestisce il servizio non naviga nell’oro e che il Comune è esposto per 550.000 euro di passivo annuo e di 120.000 euro per i costi della società Amu, mentre la Regione non ha provveduto a riconoscere al Comune il contributo per l’acquisto dei mezzi pubblici in sostituzione di quelli vecchi, ormai non più utilizzabili. Insomma, un confronto fatto anche a colpi di leggi regionali e provinciali, alle quali ognuno offre la propria interpretazione, senza individuare, almeno per il momento, la strada per uscire da un problema molto serio. Incognita anche per la società che dovrebbe essere chiamata a gestire il servizio sul piano provinciale e che, naturalmente, non effettuerebbe le corse in contestazione. Cusano non si arrende e continuerà a dare battaglia fino a quando il criterio non dovesse essere rivisto e annuncia forme di protesta a tutela della sua città e chiede al centrosinistra, minoranza consiliare, di collaborare nell’interesse generale.

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