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I campi sperimentali stanno dando un’ottima risposta in termini di crescita ed a giu-gno dovrebbe arrivare la prima birra prodotta con orzo locale. “Ci interessa molto il concetto di filiera corta – dice Ottone La Porta, presidente della Cooperativa Filo Ver-de – cioè produrre le materie prime ed i semilavorati per le aziende locali. A tal propo-sito la nostra cooperativa si è attrezzata per l’ammassamento dei cereali. In sostanza abbiamo degli spazi adatti allo stoccaggio sia dell’orzo che dei grani duri, in modo da poter immettere sul mercato il prodotto quando ci sono le condizioni per noi più van-taggiose”. Si tratta di un progetto rigoroso che punta al miglioramento della qualità dei semila-vorati. “Ogni coltivatore ha un quaderno di semina sul quale vengono annotate tutte le lavorazioni effettuate sui campi – spiega l’agronomo Anna Maria Ardente, tecnico della CIA -. I nostri tecnici seguono le coltivazioni dalla semina alla fine dello stoc-caggio”.
Per quanto riguarda l’orzo, le sementi sono state fornite dall’Agroalimentare Sud di Melfi, una malteria che fornisce quasi tutti i grandi produttori di birra italiani. “Siamo in grado di stoccare l’orzo in modo da restituire ai nostri clienti il loro prodotto – spie-ga Pasqualino Mineo -. In questo modo possiamo assicurare ai birrifici la tracciabilità del malto”.
Il malto così prodotto, infatti, finirà in una birreria che sarà realizzata nella distilleria di Taverna delle Monache grazie ad un progetto di quattro giovani di Ariano della cooperativa Exbeer che realizzeranno anche un area pic nic ed un centro per la con-sumazione di prodotti tipici locali. Si tratta del primo esempio concreto di produttori che fanno sistema.