Ariano Irpino – Dal Tricolle segnali di fumo. Trema Ariano Irpino al rombo di tuono dell’ennesimo “sopruso”. Riappare, dopo dieci anni di silenzio, lo spettro tanto temuto: Difesa Grande. Una notizia che serpeggiava tra le coscienze di chi a volte sa più di quanto dica e che ha trovato conferma nelle parole del sindaco di Ariano Irpino Domenico Gambacorta. Un nome, quello della discarica ufitana, tornato alla ribalta – o forse quasi imposto – nel corso di una riunione che ha visto, presso il Commissariato partenopeo per l’emergenza rifiuti, la partecipazione del primo cittadino Gambacorta, dell’assessore regionale Nocera, della presidente della Provincia di Avellino Alberta De Simone e dei presidenti delle Province di Salerno e Benevento. Il problema è a monte. Il 20 settembre, una data che senz’altro farà storia, è il giorno previsto per la chiusura della discarica di Montesarchio. Un blocco che già manifesta le sue ripercussioni. Avellino avrà il compito di attrezzarsi, individuare un sito e sottoporlo al vaglio del Commissariato di Governo. Ma dopo lotte, discussioni e provvedimenti il dato è lampante: non c’è alcun sito… Tranne Difesa Grande. E sembra che sia stato proprio il commissario Corrado Catenacci a lanciare l’ultimatum. Parole che hanno avuto il richiamo di un ‘avvertimento’. Una presa di posizione nata da una seria analisi: il sito arianese, infatti, è ancora in grado di ospitare rifiuti. Senza mezzi termini è l’area più indicata per i conferimenti dopo una opportuna messa in sicurezza. Ma Ariano non ci sta. “Ci opporremo con ogni mezzo – ha intimato la fascia tricolore del Tricolle – non siamo disposti a subire questo ennesimo sopruso. In tutti i modi scongiureremo il nuovo schiaffo in faccia che l’Ufita è costretta a subire dopo dieci anni”. Dieci anni di silenzio interrotti appunto da quello che può esser definito un fulmine a ciel sereno. Ma la sommossa popolare, che ancora oggi viene immancabilmente ricordata, torna insieme al nome di Difesa Grande. Forse un presagio, quello di aver conservato tanto a lungo il famigerato striscione ‘Giratevi’. Un ammonimento che, a quanto pare, potrebbe tornare utile così come lo fu a suo tempo per bloccare i camion diretti sul Tricolle. Intanto la tensione, nonostante non ci sia alcun provvedimento formale, comincia a farsi sentire. I cittadini sono ‘armati’ della rabbia del passato e le associazioni ambientaliste pianificano strategie di rinforzo. E mentre l’ipotesi di Difesa Grande prende sempre più piede, Ariano minaccia di riscendere in campo. (di Manuela Di Pietro)
In serata la nota diramata dall’amministrazione Gambacorta
“Il sindaco di Ariano Irpino è stato convocato in data 12 settembre 2006, unitamente all’assessore regionale all’Ambiente e ai presidenti delle Province di Avellino, di Benevento e di Salerno, dal Commissariato di Governo per discutere dell’ennesima emergenza rifiuti nella Regione Campania.
Eravamo certi che la discussione avrebbe riguardato tempi e modalità dell’intervento di messa in sicurezza e di bonifica della discarica di Difesa Grande, già previsto con l’ordinanza n. 122 del 7 giugno 2004.
Siamo stati invece informati che l’imminente chiusura della discarica di Montesarchio e l’assenza di altri siti di stoccaggio in provincia di Avellino determina la necessità di individuare ancora una volta Ariano Irpino come soluzione ai problemi dell’emergenza.
REAGIREMO CON FORZA A QUESTO SOPRUSO VERSO LA POPOLAZIONE ARIANESE
Abbiamo subito per troppi anni la mortificazione del nostro territorio che ha ricevuto più di 1.000.000 di tonnellate di rifiuti.
CHIEDIAMO
alla Provincia di attivarsi con atti concreti perché si adoperi per il pieno rispetto del deliberato recentemente assunto dal Consiglio provinciale;
RIVOLGIAMO
un appello alle forze politiche, ai parlamentari e ai consiglieri regionali, alla Magistratura, all’Asl, alle associazioni e soprattutto ai cittadini arianesi ad attivarsi, ognuno per le proprie competenze, per la difesa del territorio”.