Anselmo La Manna, Maiello Giovanni, Vecchiolla Leonardo e Giovanni La Vita in data 2/4/2008 viene contestato in ordine al reato di cui agli artt. 110 112 n.2, 336, 339 c.p. perché in concorso tra loro e con altri allo stato non identificati (in numero superiore a 500) usavano violenza e minacce nei confronti del Pu ass. Cioffi della polizia Scientifica di Avellino e del dr. Francesco Cutolo della Digos al fine di costringere i predetti Pu a compiere un atto contrario al proprio dovere e segnatamente consegnare una cassetta audiovisiva nella quale erano state filmate le vicende relative alla manifestazione di protesta che si stava tenendo presso la SS90 all’altezza di Rione Cardito di Ariano contro l’apertura della discarica Pustarza di Savignano e durante la quale si verificavano i fatti di cui ai capi che precedono. In particolare la folla schiacciava i predetti p.u. ed altri appartenenti alla P.S. contro il cancello di un cortile di uno stabile abbandonato minacciando di non fermarsi se non previa consegna della videocassetta; il La Manna assumenva il ruolo di istigatore e pronunciava all’indirizzo del Cutolo le seguenti espressioni: “Tu non te ne vai da qui se non mi dai la cassetta”; il La Vita prounciava all’indirizzo del dr. Cutolo le seguenti espressioni: “chi ti ha detto di farli venire?, lo afferrava per una spalla lo strattonava con violenza unitamente agli altri. Il Maiello dapprima diceva all’assistente Cioffi “ti do altri tre secondi per smettere di filmare” e poi, istigando tutti i presenti gridava “prendiamoci la telecamera” e strattonava e colpiva più volte il dr. Cutolo che cercava di fermarlo; Leonardo Vecchiolla avvicinandosi al cancello dello stabile presso il quale era stati accerchiati gli appartenenti alla Ps esigeva la consegna della telecamera. Con le aggravanti di aver commesso il fatto in più di dieci persone e per i soli La Manna e La Vita di aver organizzato e promosso la cooperazione nel reato. In ordine al reato di cui agli artt. 110 – 112 n.1 e 2, 605 c.p. perché in concorso tra loro e con altri non identificati (in numero superiore a 500) dopo aver tenuto le condotte di cui al capo che precede privavano della libertà personale funzionari ed agenti della Digos (in particolare il dr. Cutolo Francesco ed i suoi collaboratori) che venivano costretti a rimanere per circa due ore al’interno del cortile di uno stabile abbandonato in quanto accerchiati dalla folla (nella quale vi era il La Manna nella veste di principale istigatore) che pretendeva dai predetti p.u. la consegna della videocassetta di cui al capo che precede. Con le aggravanti di aver commesso il fatto in più di cinque persone e per i soli La Manna e La Vita di aver organizzato e promosso la cooperazione nel reato.
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