Ariano Irpino – La segreteria politica del Pd di Ariano Irpino si inserisce sul difficile contesto politico locale e nazionale e sulle responsabilità degli amministratori alla luce della grave crisi economia e sociale.
“Le riflessioni politiche pubblicate nei giorni scorsi su tutti i quotidiani sia a tiratura nazionale che locale, operate da autorevoli osservatori anche del mondo cattolico, non ultimo le esternazioni di quest’oggi del settimanale Famiglia Cristiana, hanno evidenziato quanto la politica odierna giochi un ruolo determinante in quella che è l’attuale situazione socio-economica in cui versa il Paese Italia. Da guida ed indirizzo programmatico per le comunità, la politica “tutta comunicazione” si riduce a profanatrice dei diritti dei cittadini sanciti dalla nostra invidiata Costituzione, avendo nel qual caso la presunzione di invocare la piazza in nome di un popolo che si dimostra sordo ed accondiscendente, bombardato com’è da un’azione mediatica senza precedenti.
Il degrado sociale, fatto di scandali, dossier, delegittimazioni, veleni e scheletri negli armadi di palazzo, la difficile situazione economica, dovuta ed aggravata dalla sempre più ridotta azione di investimento da parte del governo centrale (fondi FAS dirottati per altri scopi) e non ultimo dalle rinnovate amministrazioni regionali, incapaci di spendere e lanciare nuove e significative iniziative (blocco di investimenti comunitari, fondi regionali, ed altro), i tagli a raso operati in settori strategici per la crescita del paese (scuola, trasporti, sanità, servizi, welfare, ecc) non fanno che acuire i disagi di una classe media operosa quale quella italiana, con ancor più significative ricadute sul mezzogiorno d’Italia. La totale assenza di programma di sviluppo per le regioni meridionali, avallate dai nostri parlamentari di centrodestra, rende lo scenario fosco anche per il prossimo futuro.
Chi oggi ha la responsabilità di governo subisce, in questo lacerato sistema istituzionale, scelte che vengono dettate dall’alto, non ha e non si può permettere interventi di tutela dei propri elettori e degli interessi del proprio territorio, resta condannato ad una nomina che lo ha portato e forse chissà se lo porterà nei palazzi del potere.
Mai in questa provincia, dove l’attuale sistema elettorale ha premiato a larghe mani i politici nostrani, ha registrato tanto silenzio e tanta inoperosità da parte di chi si dichiara amico di questo governo e giornalmente ne nasconde le continue inadempienze. Avremmo dovuto assistere ad un’azione governativa che finalmente avrebbe dato all’Irpinia lo status di cerniera delle infrastrutture logistiche del corridoio 8, avrebbe riconosciuto il valore storico-strategico di passaggio anche delle passate civiltà, avrebbe dovuto investire sui giovani e sulle loro capacità. Tutto questo non è avvenuto e non è in procinto di avvenire; si è interessati alla gestione locale degli enti di servizio, ma non ci si preoccupa delle aziende, dei suoi servizi, degli utenti, e di quanto queste sono fondamentali per lo sviluppo e la tutela del nostro territorio. Si avverte il solo senso di sfida, il solo interesse a prevaricare per arpionare potere.
Pochi si sono accorti che fra alcuni giorni centinaia di addetti del settore scolastico non avranno più la possibilità di un posto di lavoro, gli operai dell’FMA sono ancora in cassa integrazione con ridotte turnazioni, il settore calzaturiero, manifatturiero, l’agricoltura arrancano sotto il peso delle imposte, degli oneri previdenziali, dei lacci burocratici, dell’assenza di un mercato vitale. Il tanto invocato mondo liberale, la capacità d’impresa, la creazione di nuovi posti di lavoro restano in questa terra d’irpinia ancora una promessa non mantenuta.
La classe politica dirigente che governa questo modello ha metabolizzato un sistema che non è più strutturato sul confronto e la dialettica con i cittadini ma è dettato dall’interesse di pochi su molti. Non si è abituati a confrontarsi nelle sedi di partito, nelle pubbliche piazze, si agisce nel chiuso delle proprie stanze rimpallando con parole e teoremi le responsabilità da una parte e dall’altro nel tentativo di mistificare continuamente la realtà. Siamo a pieno titolo nella sfera dell’immaginazione dove tutti i problemi sono stati risolti e se non lo sono stati è certamente per colpa di chi ha preceduto.
In questo pericoloso contesto dove chi non è d’accordo, è uomo contro, dove chi vince non governa ma comanda, dove le opposizioni sono trattate alla stregua dei “diversi” abituati “all’odio”, risulta quanto mai necessario richiamare l’attenzione sul rispetto della vita democratica, della cosa pubblica, sulla rettitudine e moralità di chi ha responsabilità di governo, sulla legalità, sui diritti dei cittadini ad essere trattati al pari di tutti, lasciando alla politica la sola azione di indirizzo programmatico.
Questi valori non sono recuperabili per strada, cammin facendo, ma appartengono ad una formazione culturale prima ancora che politica a cui i partiti di oggi non possono sottrarsi. Le fasi congressuali, la vita di partito, gli organismi interni sono stati nel passato i momenti di crescita di una classe dirigente che ha saputo cogliere la sfida della ricostruzione post-guerra, degli attacchi allo Stato da parte di gruppi eversivi, della crescita economica diffusa, del riconoscimento dei diritti civili alle donne, ai lavoratori, le conquiste sociali, per mezzo di uomini che hanno fatto della propria ideologia una ragione di vita. Da questo insegnamento che ha reso stabile e democratico il nostro Paese ripartiamo, investendo su di una nuova classe dirigente pronta ad accettare questa sfida, che oggi si prepara a governare il futuro. La conclusione della fase congressuale, la necessità di portare al centro del dibattito l’interesse dei cittadini, la organizzazione di una scuola di formazione politica che educhi al rispetto di quei valori fondamentali richiamati, vede la nostra comunità condividere proposta lanciata dal segretario provinciale del PD di adoperarsi per dar vita in Irpinia ad una nuova stagione di idee, riconoscendo ai nostri iscritti la forza, la determinazione e l’ambizione per partecipare fattivamente a questo ambizioso ma concreto progetto”.
