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Ariano-I popolari a Di Cecilia:’Non siete alternativi alla sinistra’

Ariano Irpino – “Guardiamo con attenzione verso chi si pone al centro, ma la pegiudiziale per il nostro coinvolgimento è che si costruisca un percorso alternativo alla sinistra e non mi sembra che Italia di mezzo sia su questa posizione”. Non tarda la replica dei Popolari per Ariano al coordinatore provinciale del partito di Follini, Franco Di Cecilia, il quale era intervenuto ieri pomeriggio per lanciare il “listone” di centro in vista delle consultazioni elettorali del 2009. Di Cecilia aveva detto che sarebbe utile costruire un blocco di centro, alternativo al governo di centrodestra “inconsistente e ad un centrosinistra rissoso ed incapace di governare”. L’esponente di Italia di mezzo aveva anticipato l’apertura del tavolo di confronto con i rappresentanti di Italia popolare e dei Popolari per Ariano. Il loro coordinatore cittadino, Vincenzo Caso, ribatte che l’idea della federazione dei popolari non è una idea nuova, ma l’interesse del movimento fondato dall’ex ministro Ortensio Zecchino, non potrà essere rivolto a chi non si pone come alternativo alla sinistra, oppure immagina di poter realizzare la terza via, di degasperiana memoria. “Noi dobbiamo ragionare analizzando la situazione al momento attuale – afferma Caso – pertanto non sembra sia ipotizzabile la costruzione del terzo polo, a meno di immaginare la modifica del sistema elettorale, eventualità molto remota. Se dovesse essere avviata concretamente la riforma si aprirebbero nuovi scenari per ora non ipotizzabili. Il progetto politico di Follini ci interessava, però egli ha preferito fare altre scelte e noi non le abbiamo condivise. Aveva affermato di voler costituire un partito alternativo alla sinistra, ma ha cambiato idea e questo suo orientamento sopravvenuto non ha incrociato il nostro interesse. A me sembra di ricordare che anche l’amico Di Cecilia avesse affermato le stesse cose, salvo ritrovarsi a guidare un partito che ha scelto di stare con il centrosinistra. Fino a quando la situazione non dovesse cambiare – conclude Caso – noi resteremo dove siamo, con fermezza e coerenza”.

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