Ariano-Grasso entra, ma non viene eletto Presidente del Consiglio

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Non era presente il Sindaco dimissionario, Antonio Mainiero, sostituito dal Vicesindaco, Crescenzo Pratola. Per il resto il Consiglio comunale era al completo ed ha affrontato tutti gli argomenti all’ordine del giorno. Entra in consiglio Gaetano Grasso, noto professionista del Tricolle, 59 anni, avvocato, ed è il figlio del compianto Sindaco Mimì Grasso. In apertura della seduta il Presidente Facente Funzioni, Giovanni La Vita, in premessa, ha spiegato che l’Avvocato Grasso ha provveduto a rimuovere le incompatibilità e si è quindi proceduto alla surroga ed alla convalida. Subito dopo lo stesso Presidente Facente Funzione, a nome dell’intero Consiglio, ha dato il benvenuto al neo eletto augurandogli buon lavoro ed evidenziando le sue capacità e le sua competenza che saranno sicuramente di arricchimento alla dialettica dell’assise. Agli auguri si sono uniti tutti i Consiglieri e naturalmente il Vicesindaco, Pratola che ha ricordato anche la figura del padre, Mimì Grasso, che ha occupato lo scranno più alto del Consiglio nel 1995. Ma Grasso non ha raggiunto i voti necessari per la nomina a Presidente del Consiglio. Alla terza votazione infatti dovevano essere minimo 12 cosa che non è avvenuta. “Si tratta di una seduta del Consiglio molto particolare- ha affermato Pratola- vedere la sedia del Sindaco vuota mi rattrista, non posso che prendere atto delle sue dichiarazioni di sabato scorso ma allo stesso tempo sento di sollecitarlo a rientrare dalle dimissioni. Tale invito e la piena solidarietà, per la verità, gli è giunta in questi giorni da gruppi politici e singoli consiglieri”. Pratola a proposito del ruolo super partes del Presidente del Consiglio, ha ringraziato Giovannantonio Puopolo per come lo ha svolto, e Giovanni La Vita per come lo sta svolgendo in questo periodo. Per quanto riguarda l’Imu approvata una variazione sulle aliquote standard portate allo 0,5 per cento per la prima casa e allo 0,88 per cento per la seconda casa. Un provvedimento inevitabile ed adottato a malincuore visto che il Governo attraverso la spending review ha operato un nuovo taglio di fondi al Comune e che l’Imu è l’unica tassa comunale, anche se la metà dell’importo calcolato va allo Stato.

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