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Ariano – Discarica a Pustarza: il punto di Giuseppe Solimine

Ariano – “Gli eventi registrati nelle ultime ore, relativi alla protesta contro la realizzazione di una discarica regionale in località Pustarza, nel Comune di Savignano Irpino, sono molto gravi perché evidenziano il disagio di fondo che esiste e rispetto al quale l’uso della forza non è assolutamente opportuno: stiamo vivendo una condizione incredibile: da una parte lo Stato, visto come l’invasore, e dall’altro il territorio, che schiera liberi e pacifici cittadini per tutelare e liberare una terra di lavoro, occupata senza averne spiegato il motivo. No deciso contro la militarizzazione di un territorio che ha storicamente dimostrato di essere sempre stato pacifico e rispettoso delle leggi”. Esordisce così Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita, in seguito ai violenti scontri registrati a Pustarza. “Sono sempre stato al fianco della popolazione, con una presenza fisica nei luoghi della protesta e con un impegno istituzionale di cui vi è traccia negli atti amministrativi consultabili da chiunque e confermo quella mia posizione nonostante i fischi ricevuti ad Ariano Irpino martedì scorso in occasione di una manifestazione elettorale. Comprendiamo la rabbia della popolazione, quindi nessun risentimento nei confronti di chi ha inteso protestare contro di me – afferma Solimine – ma non la giustifico perché non aiuta ad uscire da una situazione molto complicata e complessa. Evidentemente non giustifico neanche le azioni di forza messe in campo dal commissario Gianni De Gennaro, che esorto o non cadere nella tentazione di essere forte con i deboli e debole con i forti; se ciò accadesse daremmo prova del fallimento dello stato di diritto e saremmo costretti a prenderne atto. Ritengo, infatti, che i rifiuti non possono rappresentare il campo di battaglia sul quale confrontarsi, avendo dalla propria parte i generali che in maniera astratta pensano ad approntare piani strategici contro la popolazione, affidandone l’esecuzione ad interi battaglioni. Occorreva rimuovere le cause che, prevedibilmente, avrebbero potuto compromettere l’ordine pubblico invece di intervenire per reprimere una protesta giusta, anche se manifestata in modo non appropriato. Da anni, dunque in tempi non sospetti – continua Solimine – ho sottolineato che l’unica via d’uscita sarebbe stata quella del dialogo costruttivo finalizzato a far comprendere in modo chiaro ed inequivocabile i termini della intera vicenda, perché sono sicuro che se la popolazione fosse informata correttamente e fosse coinvolta nelle scelte non avrebbe alcun motivo per ribellarsi. Personalmente a gennaio scorso chiesi al commissario De Gennaro che si attivasse per riunire l’unità di crisi e discutere del problema, ma sono ancora in attesa. Il fatto grave è che l’analoga iniziativa è stata assunta anche nei confronti dell’Amministrazione provinciale e del prefetto di Avellino, ma finora nessuno ha raccolto l’invito. Apprendo dalla stampa di riunioni istituzionali organizzate dal prefetto Blasco e sinceramente le ritengo assai tardive ed inutili in una fase nella quale l’ordine pubblico sembra minacciato. L’auspicio è che i toni possano placarsi e che la protesta possa rientrare immediatamente, cedendo il passo ad una più pacata riflessione, che non debba prescindere dal disagio cagionato ad una popolazione che sopporta da circa quindici anni il peso dei rifiuti”.

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