Ariano – Difesa Grande, Cusano assicura: ‘Non sarà riaperta’

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Ariano Irpino – Rifiuti: per fronteggiare l’emergenza Prodi ha firmato l’ordinanza per l’apertura delle discariche in Campania. Un atto dall’esito forse già scontato e che fa già tremare gli ‘eletti’, coloro che già sanno su chi potrebbe ricadere la scelta. Per l’apertura, infatti, così come prevede l’ordinanza, sarà necessario un accordo tra la Regione, il Commissariato e la Provincia. E se finora l’attenzione era stata concentrata su località Ischia a Savignano, ora torna inevitabilmente alla ribalta il tormentone ‘Difesa Grande’. E’ questo, infatti, l’unico sito a cui l’Ente di Piazza Libertà potrebbe far riferimento per adempiere l’ordinanza del Presidente del Consiglio. Una scelta che appare quasi ‘scontata’ ma che suscita, come era prevedibile, dissensi e proteste. Solo due anni fa, infatti, i cittadini del Tricolle avevano aspramente lottato per la chiusura dell’area ottenendo uno stop che fino ad oggi ha avuto i suoi considerevoli risultati. Oggi, però, la scelta è quasi d’obbligo… e questo Ariano lo sa. Non a caso all’ingresso del paese, in Rione Cardito, è già comparso il primo striscione: “Ariano-Savignano: non ci provate”. Nello stesso, identico posto in cui solo due anni fa aleggiava prepotente un altro striscione: ‘Giratevi’. Qualora la scelta per la provincia di Avellino dovesse dunque ricadere su Difesa Grande, l’area del Tricolle sarebbe nuovamente destinata a ricevere, così come ha stabilito Prodi, sia rifiuti urbani che rifiuti speciali non pericolosi. Una riapertura necessaria in quanto così sarà possibile anche liberare i magazzini di stoccaggio degli impianti di Cdr e consentire la ripresa regolare della raccolta dei rifiuti lungo le strade. “Nessuno pensi di trovare terreno fertile ad Ariano. Saremo vigili 24 ore su 24”. Preoccupato ma non in maniera eccessiva il consigliere provinciale in quota Forza Italia, Generoso Cusano che, in quanto membro di una istituzione e cittadino del Tricolle, non abbassa la guardia ma neanche resta con le mani in mano. E, stando agli ultimi provvedimenti, la filosofia della prevenzione è stata avviata già da qualche tempo. “Per noi Difesa Grande rappresenta una partita già chiusa. Riaprirla non sarebbe altro che un passo indietro”. Inoltre, prima della potenziale riapertura, l’iter procedurale sarebbe alquanto lungo. Tutto, infatti, passerebbe nelle mani della Procura ed i tempi burocratici ostacolerebbero l’attuazione della stessa ordinanza. Non solo. L’esponente azzurro del Tricolle, infatti, ha presentato nel corso dell’ultima seduta consiliare una mozione d’ordine alla presidente della Provincia. “La De Simone ci ha assicurato che Difesa Grande non sarà riaperta”. Una dichiarazione decisa anche se forse qualche dubbio resta. Quale sarebbe il sito da destinare a discarica qualora quello di Ariano venisse escluso?… Il pensiero compie un inevitabile volo pindarico tra i pendii della Valle del Cervaro. E subito torna alla ribalta Savignano. Anche in questo caso appare evidente che la destinazione sarebbe sempre e comunque l’Ufita. Una parte del territorio provinciale divenuta, stando agli ultimi eventi e non solo, il catalizzatore dell’emergenza del territorio irpino.

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