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Risale allo scorso anno il rilascio, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, a due società private, la Italmin Exploration srl e la Compagnia Generale Idrocarburi srl (Cogeid), di un permesso esplorativo per la ricerca di idrocarburi in una vasta area territoriale che comprende gran parte della provincia irpina.
La notizia del petrolio in Irpinia non dovrebbe stupire molto perché in fondo, in una terra che produce vini ed oli apprezzati in tutto il mondo, pensare che il terreno possa essere tanto generoso anche nel suo sottosuolo sembra essere quasi naturale. Che il petrolio ci sia – sicuramente di bassa qualità e costoso da estrarre – è pertanto un fatto verosimile. Ciò che stupisce, invece, è che si decida di andarlo realmente a cercare. Il progetto, infatti, che non è ancora partito poiché in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte della Regione, prevederebbe trivellazioni petrolifere in un’area di 700 chilometri quadrati, comprendente 47 Comuni della provincia di Avellino ed uno della provincia di Benevento. Si tratta di un’area ad alta valenza paesaggistica ed agricola, comprendente inoltre importantissime riserve acquifere. La stessa Regione Puglia si è espressa in maniera netta contro le attività petrolifere in Irpinia, proprio perchè metterebbero a rischio le enormi risorse idriche che ogni anno dissetano anche l’intero territorio pugliese.
Si attende quindi un pronunciamento da parte della Regione e si spera che gli organi politici riescano a fermare un progetto tanto scellerato. Bisogna però mobilitarsi in tal senso e manifestare la propria posizione di netto rifiuto ad un simile intervento.