“Il caso più eclatante – racconta Sibilia – è quello relativo all’espropriazione attuata con procedura d’urgenza, agli inizi degli anni ’90, di alcuni terreni di proprietà di un cittadino arianese. Solo circa 10 anni dopo il responsabile dell’ufficio tecnico e la giunta comunale hanno adottato provvedimenti di acquisizione del bene, allegando, tra l’altro, l’importo dell’indennizzo. Quest’ultimo, però, non è stato mai pagato al cittadino, il quale ha ottenuto poi dal Consiglio di Stato una sentenza favorevole che ha determinato la condanna del Comune di Ariano Irpino al pagamento di più del doppio della cifra deliberata dalla giunta. In definitiva il bene in questione se avesse avuto sin dall’inizio un regolare decreto di esproprio sarebbe costato all’amministrazione pochi euro al metro quadrato mentre, dopo questa imbarazzante querelle, ha subito un vertiginoso aumento di valore tutto a scapito della comunità locale. Appare evidente che siamo in presenza di un danno erariale che deve essere addebitato agli amministratori e ai responsabili tecnici del procedimento. Non sono più sostenibili atti che con gli anni si rivelano essere evidenti errori che ricadono sistematicamente sulla gente attraverso aumenti di tasse o tagli dei servizi”.
“In qualità di portavoce dei cittadini assetati di verità sono pronto a fare ogni passo affinchè queste anomalie siano sottoposte a verifiche da parte degli organi competenti. Al fine di ottenere trasparenza – conclude Sibilia – la Corte dei Conti dovrebbe intervenire con le sue competenze in vicende come questa e dare risposte chiare ai tanti arianesi stanchi di queste oscure modalità di gestione della macchina amministrativa pubblica”