
Ariano – Il Consiglio dell’Ordine Forense di Ariano Irpino, riunito in seduta straordinaria, dando puntuale ed immediata esecuzione a quanto deciso dall’assemblea degli iscritti nella seduta del 17 aprile, ha deliberato l’astensione collettiva degli Avvocati del Foro di Ariano Irpino da tutte le udienze, civili e penali, nell’ambito del circondario, nei giorni compresi dal 21 al 28 maggio. Il Presidente del Consiglio dell’Ordine Giovanni Antonio Cardellicchio, ha evidenziato lo stato di disagio conseguente al vigente calendario d’udienza. In particolare il giovedì si registra una tale concentrazione di udienze che i Magistrati sono “costretti” a svolgere le loro funzioni nel loro ufficio o, addirittura, nelle cancellerie. Tale situazione, oltre ad impedire, in alcuni casi, il regolare funzionamento delle cancellerie, non consente un normale e consono svolgimento dell’udienza’, con Giudici, Avvocati, parti e testimoni accalcati in stanze non idonee, con evidente disagio per tutta l’utenza. “Le nostre richieste – aggiunge Cardellicchio – sono rimaste inascoltate; da qui la decisione dell’intera Classe Forense di proclamare l’astensione dalle udienze per una settimana da un giovedì all’altro. Siamo pronti a revocare l’astensione nel caso in cui le nostre ragioni trovino accoglimento. Una migliore calendarizzazione delle udienze, oltre a consentire a Magistrati ed Avvocati di svolgere degnamente il proprio lavoro, ridurrebbe anche la tensione, presente vivamente nella classe forense, che è in attesa di conoscere il parere del Consiglio Giudiziario sulle osservazioni proposte dal Consiglio dell’Ordine in merito alle “nuove tabelle”, che, se approvate così come proposte dal Presidente del Tribunale, porterebbero ad un aggravamento della situazione in cui versa il settore civile. Il rischio è la quasi paralisi con le immancabili ripercussioni sull’utenza. Difatti la durata di ogni processo civile sarebbe più che raddoppiata fino alla decisione”. Tale allarme, tra l’altro ed in senso generale, è stato già lanciato dall’A.N.M. che ha denunciato il rischio “bancarotta” del sistema giudiziario italiano; il tal modo il Tribunale di Ariano Irpino rafforza l’allarme “fallimento” lanciato dall’A.N.M..