Aree terremotate: per l’Irpinia il Cipe sblocca 49milioni di euro

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Avellino – Il Cipe ha sbloccato i finanziamento per le aree terremotate dell’80. Ha infatti approvato il riparto delle risorse per i comuni colpiti dall’evento calamitoso del 23 novembre di ventisei anni fa ed ha assegnato ai territori della Campania ben 94 milioni e 120 mila euro. Il Cipe ha così accolto le proposte del comitato regionale, presieduto da Antonio Bassolino, preposto al monitoraggio e al coordinamento dell’attività di ricostruzione dei comuni terremotati della Campania. Nello specifico, sono stati stanziati 49 milioni e 100 mila euro per 83 comuni dell’Irpinia e 18 milioni e 900mila euro per 34 città del salernitano. Si tratta, dunque, di una ulteriore spinta al completamento dell’opera di ricostruzione che nei territori campani ha raggiunto mediamente la percentuale dell’89 per cento. I fondi reperiti provengono dal ricavato dei mutui che le Regioni sono autorizzate a contrarre a carico dello Stato. La Giunta Bassolino ha espresso il proprio parere, dopo varie e approfondite consultazioni con il Ministero delle Infrastrutture, e si è finalmente raggiunta l’intesa tra Stato, Regioni e Comuni. I finanziamenti sono stati stanziati a favore di quegli Enti Locali ‘virtuosi’ ovvero quelli che hanno manifestato una maggiore capacità di spesa e un più utile e razionale impiego delle risorse disponibili a favore delle popolazioni colpite dal sisma. In merito allo sblocco dei finanziamenti soddisfatti si dicono i consiglieri regionali Carpinelli e Giusto “…è stato frutto di una attività concertata della filiera istituzionale”, che hanno presentato a Palazzo Santa Lucia e alle Commissioni competenti una proposta di legge recante le ‘Norme in materia di Protezione Civile e Volontariato’. “Si tratta di un organico disegno di legge che disciplina e organizza in maniera definitiva il sistema della protezione civile, del servizio civile e del volontariato d’emergenza in Regione Campania. Non deve considerarsi semplicemente un atto di riconoscenza e di rinnovata memoria a 26 anni dal terremoto per il mondo del volontariato ma un voler colmare un vuoto legislativo regionale di cui si ha assolutamente bisogno, in considerazione dell’alto rischio sismico e dei frequenti fenomeni di dissesto idrogeologico che colpiscono il nostro territorio”.

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