Aree rurali, Cozzolino: “Incentivi per sviluppo zone interne”

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Napoli – È di questi giorni l’approvazione, da parte della Commissione Europea, del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 della Regione Campania, la cui dotazione finanziaria è pari a 1,8 miliardi di Euro di risorse pubbliche, da spendere nei prossimi sette anni a favore dell’agroalimentare e dello sviluppo rurale. La novità della programmazione 2007-2013 riguarda l’integrazione del PSR con gli altri due principali fondi messi a disposizione da Bruxelles, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che riguarda investimenti produttivi e infrastrutture, e il Fondo sociale europeo (FSE), per le azioni di formazione e di lotta alla disoccupazione. Questi i temi al centro del convegno “Integrazione dei fondi europei”, che si è svolto questa mattina presso la Sala Convegni del Royal Continental Hotel di via Partenope a Napoli. Al dibattito hanno preso parte Andrea Cozzolino, Assessore regionale allo sviluppo, Vito Amendolara, presidente regionale Coldiretti, Giuseppe Corona, presidente regionale Cia, e Pietro Micillo, presidente regionale Confagricoltura. “Misure più competitive, conquista dei mercati nazionali e internazionali da parte dei prodotti tipici campani, incentivi alle piccole e medie imprese agricole attraverso il credito di imposta. Sono questi i presupposti per creare condizioni favorevoli allo sviluppo agricolo e rurale della Campania”, ha detto Cozzolino nel suo intervento, continuando: “Puntiamo su un’agricoltura di qualità e sulla valorizzazione del territorio agricolo attraverso un’opera di infrastrutturazione che non è più quella pesante, che la regione ha già raggiunto, ma che si basa su reti locali e su tecnologie leggere, come la cablatura delle aree interne per raggiungere i territori più impervi e per consentire ai giovani e alle imprese locali di rimanere a operare sul territorio. La nostra regione non è fatta solo di aree costiere, ma anche di comunità montane, aree interne, zone agricole, che sono una grande risorsa per lo sviluppo di imprese e occupazione. Le nostre colline, le nostre montagne, sono fatte di un tessuto di tante microimprese rurali che stiamo valorizzando attraverso interventi sugli incentivi che prevedono la riqualificazione e la bonifica di aree incolte”. Per il periodo di programmazione dei fondi comunitari 2007-2013, è stato detto nel corso del convegno, in Campania è stata effettuata una scelta strategica innovativa, concentrando il 40% delle risorse disponibili su grandi progetti. “In particolare – dice Cozzolino – tra le azioni previste nel Piano di Sviluppo Rurale della Campania abbiamo inserito un intervento importante nel campo del florovivaismo. Un settore cruciale, in cui la regione contribuisce per il 13 per cento all’intero fatturato in Italia e per il 38 per cento a quello del Sud, e in cui vanta il primato nazionale sia per quantità di fiori recisi e esportati, basti pensare alla coltivazione della rosa nella Piana del Sele, che per produzione di piante da fiori e da vaso”. “Un anno fa – conclude Cozzolino – abbiamo dato vita a una città della logistica, della commercializzazione e dell’internazionalizzazione della filiera florovivaistica, che servirà anche a valorizzare le colture di zone degradate del nolano. Oggi la promessa è pienamente mantenuta e nel giugno scorso è iniziato l’iter che porterà alla nascita della Città del Florovaismo”.

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