Proseguono gli incontri promossi da Ance per illustrare il progetto dell’anello intermodale treno-tram che ambisce a riallacciare Avellino e l’Irpinia alla rete ferroviaria Alta Velocità/Capacità della regione Campania, il cui cuore è rappresentato dall’area vasta. Da qui l’esigenza da parte del presidente Silvio Sarno e dell’architetto Mauro Smith circa un confronto con Vittorio D’Alessio, Fabio Siricio e Paolo Spagnuolo, sindaci rispettivamente di Mercogliano, Monteforte Irpino e Atripalda. Di fatti, il presidente ANCE Avellino, Silvio Sarno alla presenza dell’architetto Mauro Smith ha ricevuto presso la sede di Avellino le fasce tricolori di Monteforte Irpino, Atripalda e Mercogliano alle quali è stato illustrato il progetto e le ricadute economico-sociali. Incontro che si è svolto in un clima di condivisione che ha prodotto un risultato comune: «Agire insieme per reperire i fondi necessari»
«Avremmo voluto organizzare questo incontro post-elezioni al comune di Avellino, ma abbiamo la necessità di accelerare sul progetto. Oggi ci proponiamo di fare un ragionamento “localistico” in un contesto che possa rendere realizzabile il tutto. Il dato incontrovertibile è che Avellino non è collegata a Napoli via ferro e pure se dovessero ripartire i treni a diesel sarebbero comunque sconvenienti rispetto alla mobilità su gomma» afferma Sarno.
Che aggiunge: «Come Ance abbiamo fatto un passo in avanti ed è il momento di condividere il progetto in particolare con i sindaci dei territori che sono interessati dal tratto. Recentemente le parole di Gaetano Manfredi – riferimento alle dichiarazioni del sindaco di Napoli a margine dell’evento di Confindustria Avellino – hanno messo in luce una nostra considerazione: il progetto vale quasi più per Napoli che per noi. Questo per dire che è di interesse regionale. Noi non molliamo perché l’impatto sociale sarebbe troppo importante».
Le parole del presidente, a cui è seguita un’importante e dettagliata spiegazione dell’architetto Smith, sono state accolte con grande favore ed entusiasmo dalle fasce tricolori.
«Ho avuto già modo di apprezzare il progetto e la mancanza della rete ferroviaria ci danneggia notevolmente» esordisce D’Alessio. «Di mia iniziativa sono stato in qualche Ministero, anche interessati al finanziamento e ho notato un po’ di scetticismo sulla cifra. Dobbiamo quindi individuare, insieme, i fondi per realizzare un’idea straordinariamente bella. L’impegno dovrà essere collettivo con la regia di Ance» conclude.
Spagnuolo sottolinea l’importanza del progetto e della sua visionarietà, necessaria al rilancio dell’intera Irpinia: «Credo sia il progetto più serio e ambizioso degli ultimi decenni. I dati dal quale ha origine ci restituiscono il quadro di una politica miope e decontestualizzata che negli ultimi anni non è riuscita a individuare una soluzione concreta, se non attraverso la forza attrattiva di tipo turistico della provincia. Qualora riuscissimo ad avere i flussi in entrata, nessuno fino a oggi si è posto il problema di come canalizzarli. C’è da dire che siamo una provincia che si sta accontentando; quindi, dobbiamo iniziare a pensare in grande. Che sia un progetto ambizioso e contemporaneamente utile è una condizione necessaria per poter avere delle ricadute economiche importanti».
Siricio, infine, ribadisce l’importanza di uno sforzo collettivo: «Se l’area vasta avesse funzionato, oggi parleremmo di un’altra storia. Se comprendiamo che questa struttura può essere un vantaggio anche per Napoli, le risorse le riusciamo ad individuare. Tanti hanno voglia di vivere l’Irpinia ma non hanno a disposizione connessioni utili e comode. Dobbiamo impegnarci e captare, insieme, i fondi necessari. Condividiamo il progetto e saremo con voi».
