Irpinianews.it

Area Industriale del Calaggio, Solimine chiede il rilancio

“L’area industriale del Calaggio continua ad essere ferma e quella condizione sta causando gravissimi danni all’economia della provincia e disagi non più tollerabili per le famiglie dei lavoratori, che hanno perso il lavoro”. Una nota d’avvio che rende già dalle prime battute chiara la questione tutta irpina. E’ la dichiarazione del presidente della Comunità Montana dell’Ufita Antonio Solimine. “L’intervento è ormai assolutamente necessario e per me la questione lavoro rappresenta una priorità assoluta. Il mio impegno in Provincia va verso una direzione chiara: dare voce a coloro i quali non hanno voce. Spero di riuscire a svolgere con efficacia il ruolo di cerniera tra le realtà locali e la Provincia. Noto che spesso la politica, pur compiendo qualche passo per cercare di affrontare il problema, non riesce a ottenere risultati apprezzabili. Propongo da subito un nuovo patto politico-istituzionale per rimettere in moto le aziende. Giuseppe Antonio Solimine, che ricopre anche il ruolo di presidente della Comunità Montana dell’Ufita e di sindaco a Trevico, lancia la proposta: realizzare il ‘Calaggio 2’, cioè un complesso industriale parallelo a quello esistente. “In provincia di Avellino – afferma Solimine – abbiamo oltre 150 aree PIP e numerose di queste sono collocate in Ufita: Vallata, Bisaccia, Lacedonia, Andretta ed altre ancora nell’arianese, a Camporeale e negli altri territori dell’Ufita e del Miscano che potrebbero essere rapidamente rilanciate. L’area del Calaggio è bloccata perché le aziende in essa comprese sono interessate da procedure fallimentari e sono in piedi questioni giudiziarie, che limitano l’efficacia dell’attività politica e riducono anche la possibilità che gli imprenditori vadano a fare investimenti su quelle aziende. Eppure ci sono decine di imprenditori pronti ad investire nel Calaggio e negli altri insediamenti industriali, ma, evidentemente, a condizione che ci siano i presupposti. Ed allora, il ‘Calaggio 2’ potrebbe essere la nuova struttura, disancorata dalla vecchia, che parte da zero per rilanciare l’economia e lo sviluppo. A fronte di aree PIP ben organizzate, ne abbiamo altre praticamente vuote, che potrebbero essere riprese. Insomma, occorre assolutamente aprire un dialogo tra le forze sociali e politiche per valutare la situazione e decidere cosa fare sul piano concreto. Gli imprenditori hanno dato un segnale di interesse, che deve essere tenuto nella massima considerazione. Sotto questo aspetto, le istituzioni devono cooperare per rendere loro il percorso più agevole possibile. L’invito a fare presto è rivolto anche al Consiglio regionale e direttamente al presidente Antonio Bassolino affinché venga concluso rapidamente l’iter legislativo relativo al richiesto affidamento alle ASI delle aziende poste sotto curatela, essendo quelle strutture abilitate allo scopo. Le famiglie dei disoccupati del Calaggio sono quasi allo stremo, perciò occorre fare subito. I giovani vanno via dalle nostre terre, lasciando a casa i loro affetti e, spesso, anche qualche piccola proprietà costruita dai loro genitori con tanti sacrifici e la politica non può rispondere timidamente ad una domanda forte di intervento. Qui è in gioco – conclude il presidente – la credibilità della politica, delle istituzioni e dello Stato”.

Exit mobile version