Aquilonia – “Altro che partecipazione: ad Aquilonia si calpestano le regole più elementari della trasparenza amministrativa” cominca così il duro comunicato stampa del gruppo consiliare di opposizione Uniti per Aquilonia in merito alle recenti affermazioni del sindaco Donato Cataldo. “E’ davvero singolare che, dopo un anno e mezzo il sindaco invece di fare ammenda sui ritardi accumulati rispetto al programma amministrativo presentato agli elettori, si vanta di aver insediato tre commissioni esterne. Perchè di questo si tratta. Infatti, in tutto questo tempo, nonostante il contributo fattivo delle minoranze che dal primo momento hanno collaborato all’iniziativa, le commissioni ancora non sono entrate nel vivo avendo semplicemente eletto i rispettivi presidenti”. L’idea di estendere l’azione amministrativa “fuori dal palazzo” era venuta nel 1990 all’amministrazione guidata dal sindaco Gala che per primo aprì la partecipazione e le decisioni all’esterno. “I più certamente ricorderanno – continuano i consiglieri di opposizione – che all’epoca furono istituite diverse commissioni extraconsiliari di cui facevano parte rappresentanti di tutte le associazioni locali, i sindacati, il volontariato e quant’altro; in particolare fu istituita la consulta degli ex sindaci – presieduta dal compianto sindaco Marengo – che, tra le altre cose, diede un grosso contributo alla stesura dello Statuto Comunale”. Uniti per Aquilonia accusano Cataldo di poca trasparenza amministrativa: “Per esempio l’aver oscurato dal sito internet del comune le determine dirigenziali (le delibere di consiglio e di giunta sono state inserite di recente solo a seguito di nostra sollecitazione); il diniego a più riprese di rilascio di atti di cui noi puntualmente abbiamo fatto richiesta nell’esercizio delle nostre funzioni; di confrontarsi pubblicamente in modo da dare conto del perché si è svenduto il territorio a società del vento a quattro soldi rispetto a quello che hanno ricavato i comuni limitrofi; di dare conto dei criteri che sono utilizzati per privilegiare dipendenti a scapito di altri; e l’ultima in ordine di tempo l’aver comunicato di non voler rilasciare le delibere di giunta on line ai capigruppo consiliari solo perché questo gruppo giustamente – come il sindaco stesso ha implicitamente riconosciuto – ha evidenziato dei grossolani errori da parte di dipendenti distratti”.
Promettono battaglia i consiglieri di minoranza: “Se il sindaco pensa che facendo così possa ridimensionare il nostro ruolo sbaglia di grosso: noi non staremo con le mani in mano, non ci faremo imbavagliare e annunciamo azioni clamorose a tutela dei nostri diritti che a nostro giudizio sono letteralmente calpestati”.