Irpinianews.it

Approvato il Puc tra “amarezze e illazioni” ma anche soddisfazione

Avellino – Puc: traguardo raggiunto. Dopo un tour de force durato più di una settimana, l’amministrazione Galasso tira un sospiro di sollievo. Avellino ha il suo nuovo strumento urbanistico. Un risultato conquistato non senza difficoltà. Ma a quanto pare l’esito è quello sperato e oggi, l’intera architrave può essere archiviata nel capitolo ‘acqua passata’. Una sorta di “compromesso” tra il passato e il presente. Così sembra, a prima vista, l’intero Puc che ha mostrato per la verità molti limiti e sarà oggetto per il futuro di ulteriori polemiche e dibattiti. La maggioranza di centrosinistra ha mostrato di aver conquistato nuovamente un equilibrio che sembrava a tratti perduto. L’opposizione, dal canto suo, ha evidenziato una tangibile coerenza rispetto alle posizioni assunte nel corso dei giorni passati. E l’ultima seduta, che come prassi ha aperto il lavori alle 10.00 di ieri mattina, ha tirato il bilancio di un lavoro per alcuni versi estenuante e poco seguito dall’opinione pubblica, anche per il linguaggio eccessivamente tecnico e poco funzionale alla comprensione dei più. La votazione relativa alle norme di attuazione ha visto unanimità di vedute tra le fila del centrosinistra mentre, dal versante opposto, si è assistito all’astensione al voto da parte dei gruppi di opposizione. “Le norme di attuazione – per la Cdl – rappresentano il contenuto legislativo del Piano. La nostra astensione rappresenta l’epilogo di una posizione assunta sin dall’inizio a causa della manifesta contrarietà all’iter procedurale e al contenuto dello strumento urbanistico. Sarebbe stato contraddittorio, infatti, partecipare al voto sulle norme di attuazione e poi astenerci dall’approvazione”. Le dichiarazioni di voto sono avvenute nel pomeriggio. Ad aprire i lavori l’intervento del “moschettiere” Antonio Gengaro (così si è definito, ndr) di Libera Città, che ha ‘bocciato’ il nuovo strumento urbanistico pur estendendo parole di elogio verso l’assessore Antonello Rotondi: “Sarò compassionevole. Sarebbe facile sparare sul pianista ma non lo faccio perché mi è …simpatico”. Avversa anche la posizione di An che tuttavia punta l’indice, oltre che sul Piano, soprattutto sulla diversità di opinioni “…che non può esistere in maggioranza. Questo strumento, infatti, è frutto di un vincolo che lega il centrosinistra e che ha chiesto grandi sacrifici soprattutto alla Margherita. Questo è il Piano della maggioranza. Ora la maggioranza se ne assuma la responsabilità”. Stessa posizione per Forza Italia che attraverso Benigni mostra come “…non sia prevista alcuna strategia innovativa rispetto al passato”. Ma la stoccata più forte è rivolta ad “…un centrosinistra poco amalgamato per cui è stata fondamentale la presenza del senatore Nicola Mancino, capace di mantenere vivo lo spirito di aggregazione di gruppi quasi estranei”. Ma la maggioranza sembra soddisfatta e parte dall’assoluta necessità di un Puc per la città. “Dei correttivi sono necessari – ha spiegato Trofa dello Sdi – ma ora è il senso pratico a dover prendere il sopravvento”. Genovese: “Non sono un estimatore del Piano ma ritengo che Avellino lo debba avere”. A prendere la parola è di nuovo l’opposizione: “Mancino ha fatto un vero gesto di amore nei confronti della città – ha esordito D’Ercole – La sua assenza non avrebbe consentito l’approvazione a gennaio del Puc”. Poi l’Udeur con De Lorenzo: “Siamo convinti che con più calma riusciremo a dare un maggiore contributo. L’Udeur ha operato nell’interesse della città ma ritiene che si debba fare ancora molto”. “Abbiamo la coscienza – ha spiegato Fiore, Fi – di aver fatto il nostro dovere senza impedire che la città possa avere il suo Piano”. E Romei, Udc: “La cosa che mi ha dato più fastidio è stata continuare a definire i paletti mentre la Commissione Urbanistica lavorava. Questo Piano si approva grazie a lei, senatore Macino, che ha dato l’attak alla maggioranza. Lode, poi, a Rotondi per la sua integrità intellettuale”. Un elogio a cui si associa Barbaro, dei Ds, che sottolinea “… un percorso difficile e faticoso. Abbiamo affrontato discussioni e litigi, quello che conta è tuttavia aver raggiunto posizioni unitarie. Per quanto riguarda gli scontenti è giusto specificare che abbiamo anteposto a tutto l’interesse generale”. Apprezzamenti anche a Gengaro “…per non aver mai fatto venir meno il contributo delle idee”. Enza Ambrosone ringrazia il suo gruppo per le sollecitazioni e anche coloro che si sono distinti sulla votazione segno “…che non siamo un partito-chiesa. Un ringraziamento particolare al senatore Mancino, un esempio per l’intero Consiglio. Presenza autorevole e umile… E’ cosa ancora più difficile portare avanti un lavoro quando chi ha cominciato è diverso da chi lo porta a termine… Abbiamo dovuto subire attacchi, ci avete accusato di voler fare con le osservazioni chissà cosa. Vi abbiamo dimostrato che così non era. Abbiamo fatto scelte impopolari. La Margherita e l’intera coalizione ha mantenuto in campo un progetto: ridisegnare la strada parco significa aver voluto preservare la collina”. Il capogruppo nonché segretario cittadino del Fiorellino analizza passo dopo passo le fasi che hanno portato alla tanto sofferta elaborazione del Puc. Spiega punto dopo punto i nodi che hanno visto scontrarsi non solo opposizione e maggioranza ma anche gli stessi componenti interni al centrosinistra. “Le illazioni sulle proprietà e sugli interessi li rispediamo al mittente. Un piano non può cristallizzare l’esistente”. Poi l’appello alla minoranza che ha deciso di abbandonare l’aula al momento del voto e a Gengaro “… affinché non continui a dividere la città tra buoni e cattivi. Con questo Puc l’amministrazione offre l’opportunità di una città possibile”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Vetrano fa il sunto di quello che è stato un lavoro che ha visto 607 punti di osservazione dei quali 170 accolti, 25 parzialmente accolti, 11 non controdedotti e 400 punti di osservazione respinti. Conclude il sindaco Galasso che rimarca la soddisfazione per il risultato raggiunto. Un impegno preso con la città che è stato portato a termine. Soddisfazione per aver portato avanti un progetto che non è punto di arrivo ma di partenza. Il sindaco non manca di mettere in evidenza la punta di amarezza per le illazioni e le offese ricevute: “Essere un sindaco ‘portatore di interessi e di connivenza’. Un sindaco può essere criticato per le scelte ma non può essere messo in discussione per la morale”. Insomma, sarà forse la nuova politica che avanza, anche …a botte di simpatia, ma le estenuanti giornate dal tecnicismo esasperato, hanno mostrato il volto dell’intero Consiglio comunale. Così è sembrato il consesso civico, che tra polemiche e spesso anche pettegolezzi, dovrà ritrovare molto del suo antico smalto per una dimensione più consona alle attese della collettività. Il cronista, dall’intero dibattito emerso in aula, non può far altro che evidenziare nuovi veleni che sanno di Puc…dagli antichi odori.

Exit mobile version