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LA DENUNCIA – Una struttura che secondo Volino è “… obsoleta, inadeguata, insufficiente e notoriamente non in regola con le normative antisismiche”. E a dar man forte al grido d’allarme lanciato dagli avvocati irpini, gli episodi che nelle ultime settimane hanno avuto ampio rilievo sulle pagine di cronaca: aule allagate e sottotetti a rischio crollo sono solo gli ultimi di una lunga serie di accadimenti che hanno reso insostenibile la situazione a piazza d’Armi.
“Il nostro ‘palazzo’ – sottolinea Volino – ha cominciato a denunziare anzitempo inadeguatezze strutturali e gravi insufficienze funzionali: è emerso che l’edificio non è completamente al riparo dal rischio sismico, che la climatizzazione degli ambienti è resa sempre più problematica dal progressivo deterioramento degli infissi esterni non dotati, né dotabili, di vetri camera, che gli spazi interni non sono razionalmente distribuiti e non sono plausibilmente rimodulabili, che l’utenza non residente non ha modo di trovare nelle immediate vicinanze alcuna sufficiente area di parcheggio, che la manutenzione ordinaria è difficilissima, che la manutenzione straordinaria diventa ogni giorno più necessaria, essendosi verificato un progressivo e forse precoce ammaloramento complessivo di finiture e solai”. Il progetto del Tribunale risale al 1962 e la struttura è stata completata nel 1975: “Abbiamo avuto modo di rilevare – continua – che l’amministrazione comunale nel 1983 affidò ad una ditta i lavori di adattamento strutturale ma, ad oggi, sono passati 26 anni senza che nessun adeguamento antisismico sia mai stato realizzato. Tutte queste considerazioni rendono indifferibile ed irrinunciabile che il palazzo di giustizia della città di Avellino cambi sede”.
LA SOLUZIONE – Nella lettera aperta inoltrata a tutte le forze politiche ed imprenditoriali della provincia, gli avvocati avellinesi avrebbero individuato nell’area della Caserma Berardi la sede per la nuova cittadella giudiziaria: “Di recente – si legge – si è diffusa la notizia della ‘sdemanializzazione’ dell’ area della cosiddetta ‘Caserma Berardi’; ad essa si è accompagnata l’indiscrezione per la quale l’Autorità Comunale avrebbe individuato proprio in tale luogo quello ove realizzare edifici giudiziari aggiuntivi. Gli avvocati avellinesi si dichiarano sin d’ora entusiasti della scelta sotto ogni profilo: l’area è ben servita, è ai margini del centro e non lo congestionerebbe, è direttamente raggiungibile dall’uscita autostradale, dalla superstrada da Salerno e dall’Ofantina, è circondata da ampi spazi facilmente adibibili a parcheggio, su di essa insistono strutture adeguatamente manutenute e che, a prima vista, non paiono di difficile riconversione. Si comprenda quanto conveniente, anche sotto un profilo economico, potrebbe diventare un progetto di riqualificazione della Caserma Berardi a spese delle imprese che, in cambio, potrebbero ricevere in proprietà o in concessione di sfruttamento l’attuale area di sedime del palazzo di giustizia: quanto margine per le casse comunali e quanto utile per le imprese. E gli avvocati avellinesi mettono a disposizione della municipalità e del mondo dell’ impresa tutta la loro professionalità per individuare le migliori forme tecniche contrattuali atte al raggiungimento dello scopo”.
L’APPELLO ALLA POLITICA – Quotidianamente sono migliaia le persone che frequentano i locali del palazzo di giustizia. “Dagli anni 60 ad oggi sono più che decuplicate le presenze all’interno della struttura – ha affermato Luigi Petrillo – queste persone vanno tutelate. Occorre garantire una sistemazione più dignitosa della giustizia nella nostra città”. Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative, gli avvocati avellinesi chiederanno formalmente a tutte le forze che si confronteranno di voler mettere al centro del proprio programma di governo della città un piano di intervento organico sulle strutture della giustizia. “In passato ci hanno accusato di aver sfruttato a nostro piacimento questa vicenda – continua Petrillo – oggi dichiariamo di voler strumentalizzare schiettamente lo stato d’incuria del Tribunale per sensibilizzare la politica di fronte a questa annosa emergenza”.
Ma la denuncia più forte, infine, arriva dal presidente dell’Ordine: “Ho la sensazione – spiega Volino – che l’amministrazione comunale nutra una apodittica insofferenza rispetto al progetto di un nuovo palazzo di giustizia: evidentemente in città c’è spazio solo per i tunnel…”. (di Antonio Pirolo)