AVELLINO- Pilotavano appalti alle società informatiche in cambio di cellulari, smart tv e altri device per sé e i propri familiari. Per questo la Procura europea (Eppo) ha chiesto l’arresto di 16 persone, tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti e alcuni manager e dipendenti di società informatiche italiani con l’accusa di “corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente”.
L’inchiesta è partita dalla Sicilia ma riguarda anche altre regioni, tra cui la Campania. I pm hanno chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari per Luciano Airaghi (Rho, 56 anni); Enrico Cafaro (Napoli, 64 anni); Claudio Caiola (Napoli, 76 anni); Giuseppe Cangemi (Palermo, 51 anni); Luigi Cembalo (Napoli, 58 anni); Antonio Fedullo (Napoli, 52 anni); Giancarlo Fimiani (Napoli, 66 anni); Roberto Freda (Avellino, 50 anni); Giuseppe Fucilli (Bari, 68 anni); Corrado Leone (Piano di Sorrento, 64 anni); Ettore Longo (Cuneo, 35 anni); Maria Rosaria Magro (Irsina, 64 anni); Cosma Nappa (Aversa, 65 anni); Carlo Palmieri (Napoli, 65 anni); Mario Piacenti (Palermo, 66 anni); Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 33 anni).
Le richieste della procura devono ancora essere valutate dal giudice per le indagini preliminari, che li sta interrogando.
Appalti pilotati in cambio di cellulari e tv: chiesti sedici arresti, ci sono due irpini
