Bufera all’interno dell’amministrazione comunale di Benevento. Concussione, corruzione, truffa aggravata e frode nelle forniture per opere pubbliche.
Sarebbero questi i reati alla base dell’operazione di Polizia che questa mattina ha portato alla notifica di ben 16 misure cautelari nei confronti di alcuni amministratori comunali di Benevento, funzionari e imprenditori.
Gli agenti della Digos di Benevento hanno eseguito quattro arresti in carcere e tre ai domiciliari e una mezza dozzina di divieto di dimora nella propria città di appartenenza. Il sindaco di Benevento Fausto Pepe ha ricevuto la misura cautelare dell’obbligo di dimora lontano da Benevento. In carcere il presidente del consiglio comunale Luigi Boccalone.
In carcere sono finiti il presidente del Consiglio comunale di Benevento, Luigi Boccalone, il consigliere comunale, già assessore ai Lavori Pubblici, Aldo Damiano, Antonio Cavaliere, imprenditore edile di S. Cipriano D’Aversa e Giovanni Racioppi, tecnico del Comune di Benevento.
Ai domiciliari, gli imprenditori Silvano Capossela, Pietro Ciardiello e Luigi Tedesco.
Obbligo di dimora in un comune diverso da Benevento per il primo cittadino, Fausto Pepe, Angelo Diana di Casal di Principe, tecnico di fiducia dell’imprenditore Cavaliere, Andrea Lanzalone, dirigente del settore Finanze, Roberto La Peccerella, già dirigente Lavori Pubblici, Giuseppe Pellegrino, già funzionario tecnico del settore LL PP, Giuseppe Siciliano, imprenditore e Achille Timossi funzionario tecnico.
Le misure cautelari sono state eseguite a Benevento, Casal di Principe e San Cipriano D’Aversa e riguardano 14 indagati tra pubblici amministratori, funzionari e tecnici del Comune di Benevento, nonché imprenditori locali e del Casertano, che sarebbero coinvolti a vario a vario titolo in concussione anche elettorale, corruzione, truffe aggravate, turbative di gare, frodi nelle pubbliche forniture, falsità ideologiche, abusi d’ufficio, e frodi fiscali mediante emissione di fatture fittizie per importi rilevanti.
Le indagini sono state avviate nel 2010. Così nel comunicato diffuso dalla Procura: “Dagli atti emerge uno spaccato criminale amministrativo davvero preoccupante, soprattutto dall’incrocio dei dati forniti, dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, dalle intercettazioni telefoniche e dalla documentazione acquisita. Gli indagati risultano infiltrati nel tessuto socio-economico ed amministrativo, a volte con il pagamento di attività formalmente lecite, al fine in realtà concretamente realizzatosi, come dimostrato da elementi raccolti, di acquisire in modo diretto o indiretto, la gestione o comunque il controllo di appalti pubblici e l’affidamento di servizi. In particolare, le indagini hanno consentito di svelare un vero e proprio comitato trasversale di affari che ha determinato un condizionamento e un inquinamento ambientale nelle procedure d’ufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilità dell’Ente comunale e sulle sue risorse”.
Mario Pepe, parlamentare sannita del Pd, si è detto solidale con il primo cittadino beneventano ma ha chiesto “… immediate ed opportune dimissioni”.
