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LA VICENDA – Sono passati ormai 3 anni da quella fredda mattina di febbraio quando l’ex convivente della madre di Antonella, Carbonara, freddò con 4 colpi di pistola la 23enne laureanda in Lingua all’Ateneo di Salerno. La pistola con cui Antonella è stata uccisa, una calibro 7,65, fu ritrovata nell’auto di Carbonara, una Fiat Stilo, a bordo della quale, dopo l’omicidio, fece ritorno a Nusco, il centro dell’Alta Irpinia dove risiedeva: qui fu bloccato poco dopo le 8 dai i carabinieri di Montella.
Antonella uscì di casa poco prima delle 6, per accompagnare la madre al lavoro. Quando stava per rimettere la macchina in moto per ritornare a casa, allora venne avvicinata da Carbonara che l’ha uccisa a colpi di pistola.
L’omicidio sarebbe maturato a seguito della decisione della madre, già provata molti anni fa dalla morte del marito, di lasciare Carbonara. Una scelta alla quale l’uomo avrebbe reagito con violenza tanto da indurre Antonella ad accompagnare la madre a lavoro. Decisione che le fu stata fatale.
Il suo aguzzino – dal giorno dell’assassinio – si trova rinchiuso presso il carcere di Bellizzi. Oggi l’ultima parola.