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“I magistrati italiani – hanno spiegato in una nota il presidente e il segretario dell’Anm, rispettivamente Gaetano Gugliemo e Monica D’Agostino – sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal Governo sono ingiustamente punitive nei confronti loro e di tutto il settore pubblico. E’ inaccettabile essere considerati non una risorsa, ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia.
Paralizza, inoltre, l’intero sistema giudiziario, screditando e mortificando il personale amministrativo, svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.
In particolare, incide in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, e soprattutto dei più giovani, colpendo, comunque, in maniera iniqua.
Tutte le considerazioni sopra esposte indicano la gravità della situazione che ha indotto l’Anm ad adottare, all’unanimità e dopo attenta e sofferta riflessione, la decisione di astensione dalle udienze. I magistrati aderenti all’astensione si sono impegnati nel ridurre al minimo i disagi dei cittadini, rispettando il rigoroso codice di autoregolamentazione della categoria, garantendo la trattazione dei processi con imputati detenuti e di tutti i processi urgenti civili e penali.
La forte presa di posizione assunta dalla magistratura è stata resa necessaria per ricordare a tutti i cittadini che la manovra produrrà guasti nell’intera organizzazione giudiziaria, si porrà in contrasto con la Costituzione e renderà ciascun giudice e ciascun magistrato del Pubblico Ministero meno indipendente e meno efficiente nell’esercizio delle sue funzioni”.