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Il fatto che l’emigrazione interna – dal Sud al Nord – sia in netta ripresa lo attesta anche l’Istat che lo ha sottolineato negli ultimi due rapporti annuali. Ma a preparare i bagagli per raggiungere il settentrione e ‘cercare fortuna’ non sono più solo i meridionali ma anche gli immigrati stranieri, che tendono a concentrarsi dove c’è il lavoro e dove ci sono migliori condizioni di vita. In particolare secondo l’Anci nel Centro-Nord tenderanno ad affluire soprattutto gli extracomunitari con un tasso d’istruzione più alto.
Secondo il rapporto a favorire l’aumento della popolazione del Centro-Nord sarà anche la ripresa dei tassi di natalità. Un dato che va analizzato nell’ottica delle politiche di conciliazione casa-lavoro che consentono alle donne di creare un equilibrio tra l’impegno lavorativo e quello familiare. Insomma, donna in carriera in perfetta simbiosi con il ruolo di madre.
Tanti fattori che, analizzati in qualsivoglia luce, contribuiscono ad un ulteriore declino del Sud.
A favorire la scelta di trasferirsi in città come Bologna, Firenze, Roma e Milano ci sono anche gli sforzi degli amministratori pubblici per assicurare una adeguata integrazione sociale ai propri abitanti. La spesa sociale per abitante è mediamente pari a 186 euro ma le situazioni appaiono molto diverse: si va dai 284 euro pro capite di Milano fino ai 123 di Napoli.
Fino al 2020, dunque, la popolazione crescerà in misura molto diversa nelle 11 città metropolitane. Bologna registrerà un incremento del 7,3%, corrispondente a oltre 27.000 persone. A seguire Roma (+6,7%), Milano (+6,3%), Firenze (+5%), Torino (+3%), Venezia (+2,2%). Genova perderà il 3,6%, seguita da Bari -2,8%, Napoli -2,6%, Palermo -1,2%.