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“E’ dal 2007 che giro la provincia in lungo e in largo senza batter ciglio pur di avere rapporti chiari. Ho sempre percorso la strada del dialogo con i vertici sindacali, rispondendo alle innumerevoli lettere con il mio lavoro – ha dichiarato Caso – Forse dovevo aspettarmi il licenziamento per il clima che respiravo all’interno dell’Organizzazione, ma quando è arrivato stentavo a crederci. Ho sempre parlato dei licenziamenti degli altri e oggi mi trovo a dover parlare del mio. Un sindacalista ha la dignità di ogni altro lavoratore, ha diritto ad avere spiegazioni e un largo preavviso prima di essere sbattuto fuori”.
Ma cosa ha pagato Caso? Il suo impegno in difesa dei lavoratori del Cdr di Pianodardine, quello per i socialmente utili del Comune di Avellino alla fine stabilizzati dall’Acs?. In una lettera del 4 gennaio 2008 Melchionna accusa Caso di aver preso pubblicamente posizioni in merito all’emergenza rifiuti non in linea con gli orientamenti politici della Cisl. In particolare il segretario generale fa riferimento ad alcune dichiarazioni che Caso rilasciò alla nostra testata in data 3 gennaio dello stesso anno (consultabile sul nostro portale ndr) in cui esprimeva la preoccupazione dell’impossibilità di creare aree di stoccaggio in ogni comune e perplessità sulla provincializzazione dei rifiuti.
Il licenziamento di Caso ha già aperto una spaccatura all’interno del sindacato, stando a quanto dichiarato da un altro esponente di spicco della Cisl Giuseppe Zaolino segretario provinciale Fim Cisl che è intervenuto a sorpresa per portare la solidarietà sua e della categoria che rappresenta: “Spenderò tutto il mio peso politico – ha detto Zaolino – affinché la questione rientri al più presto. Invito gli altri dirigenti Cisl a fare lo stesso. La nostra storia in difesa dei lavoratori ce lo impone. In questa fase di coda della crisi ci vorrebbe unità interna al sindacato, non atti del genere che non sono stati discussi in nessun luogo. Da oggi il ‘caso’ Caso non riguarda più solo Michele: voglio – ha concluso Zaolino – che si sappia che i metalmeccanici irpini sono al fianco di questo uomo licenziato senza alcuna motivazione”.
Già perché il punto è questo: Michele Caso da sindacalista diviene un uomo licenziato, come tanti in questa provincia, che oggi , non più in tenera età, dovrebbe fare le valigie per lui e la sua famiglia alla volta, forse, di Latina.