L’Associazione “Amici del Museo del lavoro” di San Potito sfida l’idea che l’estate sia consacrata soltanto al puro divertimento e organizza un ciclo di incontri su “I linguaggi della crisi”, per proporre una articolata, per modalità e contenuti, riflessione su come la crisi, una pianta sempre verde nel ciclo economico, intervenga a modificare comportamenti, a ridefinire gerarchie sociali, a rimodellare sistemi produttivi, fino a penetrare e conquistare l’universo dell’immaginario collettivo. Si cercherà di penetrare nell’universo delle crisi, quelle di ieri e quelle di oggi, attraverso quattro incontri che affrontano l’argomento da diverse angolature. Si inizia sabato 10 agosto, alle 18, nei giardini del palazzo del comune di San Potito con il confronto con il prof. Paolo Frascani, autore per i tipi della Laterza editore, del libro “Le crisi economiche in Italia dall’ottocento ad oggi”, un pretesto per interrogarsi insieme su come si possono studiare le crisi e quale rapporto è possibile stabilire tra la storia e l’attualità. Ad introdurre e animare la discussione con l’autore, Giuseppe Moricola e Marco Staglianò direttore di Orticalab. Si prosegue lunedì 12 agosto alle 21, con la proiezione del film “Viva la Libertà” di Roberto Andò, commentato da un politico atipico, come Amalio Santoro, che a partire dai contenuti del film si soffermerà sul tema “la crisi c’è e la politica?”. Dalla politica agli effetti della crisi di oggi sui sistemi dei consumi: il 19 agosto alle 18 discuteranno su “Stringere la cinta: le diete forzate. Odissea nella povertà”, il presidente della Caritas di Avellino, Carlo Mele, la presidente dei soci della Lega Coop, Gaetana Aufiero, e il presidente del Banco delle Opere di Carità della Campania, Luigi Tamburro. Infine, attraverso un laboratorio di ricerca curato da tre giovani, Luca Moschella, Alessandro Iuliano e Alfredo Mazza, si tenterà con un percorso video musicale di varcare attraverso “La storia e le canzoni sulla crIsi tra disperazione, consolazione, denuncia” la soglia dell’intricato rapporto la narrazione della crisi e le sue percezioni nell’immaginario collettivo. “Con questa iniziativa – spiega la presidente dell’Associazione Giuseppina Porfido- apriamo un nuovo capitolo della nostra attività associativa, dopo le note vicende che ci vedono tuttora in netto dissenso con le scelte operate dalla nuova amministrazione sulla gestione del Museo del Lavoro e sulla sua volontà di tenerne fuori la nostra associazione. Anche in virtù di quanto è successo, l’impegno della Associazione è sempre più rivolto a costruire terreni di confronto tra cultura, politica, attualità, operando un ulteriore slancio in avanti in grado di raccordare meglio le vicende del nostro microcosmo con quello che ci accade intorno e che ci comprende, come appunto la drammatica crisi che stiamo attraversando. Con “I linguaggi della crisi”, per noi si apre la sfida a costruire una proposta culturale che benchè, per volontà di altri, non può ruotare direttamente intorno al contenitore Museo del Lavoro, continui a valorizzare il valore ed il senso di tale istituzione, rafforzando le finalità culturali e sociali per le quali nasce la nostra associazione”.