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Ambrosone nuovo segretario. Intanto De Mita: la solitudine non paga

Enza Ambrosone è il nuovo segretario cittadino della Margherita. Questa mattina nella sede del Viva Hotel la elezione. Gremita la sala in cui si sono ritrovati esponenti di spicco del Fiorellino. Al tavolo: Domenico Covotta, Enza Ambrosone, Pino Galasso, Pino Rosato, Nicola Mancino, Ciriaco De Mita. In platea: Anzalone, De Luca, Sena, Sergio e Santino Barile, Pericolo, Di Cecilia, Cucciniello, Cardillo, Langastro, Foglia, Petracca, Vittoria, Vecchione, Lenzi, etc. etc.
Dopo una breve introduzione del sindaco di Avellino prende la parola il neo manager dell’azienda Moscati che lascia il testimone ad una donna “matura”. Una donna che saprà cogliere le sfide. Non manca il riferimento alla sua esperienza di segretario cittadino e all’importante appuntamento: le politiche. “Sono un banco di prova. Con le politiche potremmo ridare al Paese la dignità. Dobbiamo rivedere le leggi sulla giustizia, sul sociale… Lo potremmo fare solo con un governo di centrosinistra”.
Seguono gli interventi di Gerardo Melillo, Sergio Barile, Mario Bruno che mette in evidenza la necessità di “riappropriarsi del contesto per uscire la crisi della democrazia” e di riaffermare il partito “come uno strumento di sintesi e ricambio della classe dirigente”. Emiliana Mannese invece sollecita, anche se a tratti appare polemica, “all’ascolto dei cittadini. Su questo siamo stati assenti. Il malessere in giro è diffuso anche tra gli amministratori. Oggi, però, dobbiamo sorvolare su quello che non si è fatto”. Un attacco che prende di mira il dimissionario segretario cittadino. E’ la volta di Franco Pascale: “Mi farebbe piacere che Ambrosone si dimettesse da capogruppo per una questione di correttezza”. Vincenzo Mango: “Apriamo le porte ai cittadini”.
Gerardo Rizzo: “La democrazia rappresentativa sta finendo. I cittadini non partecipano alle commissioni, a dire il vero spesso a porte chiuse, ai Consigli perché non sentono le Istituzioni vicine”.
Domenico Covotta: “Questo passaggio rappresenta un’ulteriore fase di avvicinamento ai giovani. Non ci sono investiture ma semplicemente il riconoscimento a chi si batte per il partito che conta 6 mila iscritti e 41 circoli”. Luigi Anzalone: “Ambrosone si colloca nell’Olimpo della doppia carica. C’è stata qualche osservazione critica e complessa rispetto ad una scelta definita verticistica. E’ stata una sintonia. Non un’imposizione. E poi ad ogni modo, democrazia è anche questo: la classe dirigente sceglie. Coloro che si attardano a guardare indietro sono come Orfeo con Euridice. Non può essere un passato che non passa… L’Italia deve liberarsi da questo personaggio strano. Direi da una questione igienico estetica”. Dal riferimento nazionale a quello più propriamente regionale. L’ex assessore regionale bacchetta con stile De Luca, l’attuale rappresentante della Giunta Bassolino per “essere sempre più lontano da Palazzo Santa Lucia”. A Domenico Covotta l’invito “ad uscire dalla sede di Via Tagliamento per incontrare il popolo della Margherita” e a confrontarsi maggiormente con il partito. “Vengo a sapere da qualche casertano, noi cosa abbiamo intenzione di fare”. Non una polemica ma semplicemente come la definisce lui, una sollecitazione a non dare nulla per scontato.
Mario Sena invece rimarca la difficoltà di gestire i servizi a causa dei tagli, della mancanza di risorse, della situazione che si è generata. Lo fa senza piangersi addosso. “Forse è proprio da qui che bisogna ripartire per ritrovare la strada della partecipazione” per ritrovare la politica “sempre più avvelenata”.
Enzo De Luca: “Facciamo uno sforzo tutti insieme e vediamo di cogliere le opportunità di una storia che continua. Cerchiamo si smetterla con insinuazioni e stupidità che non raccolgo e spero che nessuno raccolga. Cercando di recuperare la spinta propulsiva… Non basta vincere le elezioni per risolvere le situazioni del Paese. Dobbiamo saper cogliere le iniziative, come questa che vede la elezione di Enza Ambrosone. Credo che una delle questioni all’ordine del giorno sia il modo di come far partecipare i cittadini alla politica. A quella con la P maiuscola. Le condizioni ci sono. Credo che la politica abbia una sola esigenza: di rompere le idee, di recuperare la condizione culturale”. L’assessore ai Lavori Pubblici ancora una volta, senza mezzi termini affonda la lama nei confronti di chi “insinua sciocchezze”. “Con me si perde tempo perché vengo da una storia di coerenza. Da una storia che faceva gruppo”. Il riferimento poi alla polemica “patetica” delle nomine dei manager Asl. E ancora all’impegno in nome dello sviluppo (“Sto lavorando ad una nuova legge sullo sport ferma al ‘70”, e non solo) a cui segue l’invito ad elevare i toni del confronto politico lasciando stare la “pochezza di qualcuno”. E’ la volta del neo segretario cittadino nonché capogruppo della Margherita Enza Ambrosone che dopo i ringraziamenti di rito (“Ringrazio Pino Rosato che ha lavorato molto non solo in un momento di difficoltà. E’ stato la mia spalla in consiglio comunale. Ringrazio l’on. De Mita per aver indicato la mia votazione che è avvenuta solo con un voto contrario) esprime la sua riflessione: “Credo che nella solitudine non si vada lontano. Facendo felice un’espressione di De Mita, ritengo che il massimo egoismo è stare insieme. Il tutto facilitato dall’enorme consenso. Quindici consiglieri comunali a cui si è aggiunto Vittorio De Vito. Noi siamo portatori dell’appartenenza. Ma abbiamo la necessità di confrontarci, mettendo insieme le nostre solitudini. La forza è nel confronto. Col tempo ho imparato a far tesoro dell’esperienza vissuta. Ho imparato a non propormi. L’affetto ricevuto, testimonia che non è frutto di una mia sollecitazione”. Un impegno quello di Ambrosone per “tenere insieme il partito e garantire la collegialità”.
Nicola Mancino: “Quando fui eletto segretario eravamo in un momento in cui si poneva lo slogan della liberazione. La prima vittima di questa impostazione fu proprio Enza Ambrosone. Quando si cambia un assessore per responsabilità propria, per richiesta della Giunta è una cosa diversa rispetto ad una motivazione offensiva dell’esecutivo Di Nunno che si liberò di Enza Ambrosone ritenendola dissenziente… La vicenda politica di ognuno di noi è legata a ricordi, a senso di responsabilità, di ricerca rispetto allo status di cui si è portatori”. A Pino Rosato: “Non sei stato amato dai liberatori (Di Nunno e company, ndr) che possono essere acclamati solo se vincono le battaglie. Se non è uscito nemmeno consigliere comunale, vuol dire che aveva raccolto malessere”.
A richiami seguono moniti. “L’idea di fare da soli non è mai prevalsa. Anche quando avevamo la maggioranza, abbiamo aperto alle altre forze… Leggo che siamo alla rottura, ma abbiamo il diritto di riflettere sul Puc? Sento parlare di scontri di interessi. Ogni Puc è anche la soddisfazione di interessi e la mortificazione degli stessi”.
Le conclusioni a Ciriaco De Mita: “La raffinatezza del dialogo, le osservazioni caute e sollecitatrici della Mannese, la riconsiderazione di De Luca sulla solidarietà, che registro con piacere, hanno portato ad un fatto importante: si registra il clima di tensione giusta…”. Gli auguri a chi se ne va e a chi subentra. La scelta di Ambrosone “è legata al presupposto che lei sia capogruppo. Penso a questo non per una logica che non c’è”. E ancora: “Ho l’idea che il partito intanto vivrà se organizza manifestazioni unitarie. Non nella gestione privatistica. Chi vuole lavorare in proprio non ce la fa. Siamo su un crinale dove c’è la volontà di ripigliare la rappresentanza in funzione di tutela del mandato. Questa è la vera forma di democrazia. Diversa da questa non ce n’è. La politica però, anche nella nostra realtà è tutta incentrata sull’insulto e lo scontro. Noi siamo dentro questo contesto. Ognuno in politica deve fare la propria parte se vuole evitare la rissa, smorzando i toni e convincendo gli altri a fare lo stesso. Noi siamo andati avanti dove l’interesse della collettività registrava i fatti”. De Mita chiude, riservandosi una più approfondita riflessione politica al prossimo incontro, con un auspicio: “Se cogliessimo la circostanza di apparente decollo dell’amministrazione e di questa disponibilità, probabilmente stiamo realizzando una condizione per creare uno spazio nella politica”. Un confronto maturo dove è prevalsa la voglia di andare avanti centrando l’obiettivo della vera politica. (t.lomb)

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