Ambrosio: Rispettare le regole, no a manifesto selvaggio

0
3

Le liste per le elezioni regionali e amministrative sono state presentate e il fenomeno delle affissioni abusive dei manifesti di possibili candidati imperversa in città, così come in provincia. Ad ogni tornata elettorale ogni angolo delle città viene inondato di manifesti e volantini: un triste spettacolo che non solo non accenna a diminuire, ma sembra crescere elezione dopo elezione. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità della quale troppo spesso le istituzioni diventano complici, omettendo i controlli e le doverose sanzioni. Per questo l’associazione Codici Campania, Centro per i Diritti del Cittadino, ha scritto a tutti i Comuni chiamati al voto il 28 e 29 marzo per il rinnovo del consiglio comunale in Campania e ai cinque capoluoghi di Provincia, per chiedere a sindaci e commissari prefettizi di attivare tutti i controlli possibili contro il deplorevole fenomeno delle affissioni abusive di manifesti elettorali. “Decine di cittadini ci hanno già segnalato che i manifesti elettorali spuntano come i funghi nei posti più impensabili. Pensiline alle fermate degli autobus, cabine telefoniche, palazzi del centro storico e qualunque altra superficie utile ad alloggiare un manifesto: si tratta di luoghi letteralmente presi d’assalto. Spesso, inoltre, i manifesti vanno a coprirne altri regolarmente autorizzati e affissi dagli addetti dell’ufficio affissioni. Tutto ciò è insopportabile. Per questo ci aspettiamo che i Comuni sappiano vigilare e intervenire con severità ogni volte che è necessario”, spiega il segretario regionale di Codici Giuseppe Ambrosio. Per legge, i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni Comune mette a disposizione in occasione della campagna elettorale. Ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato. C’è bisogno di tolleranza zero contro questo scempio, l’invito è rivolto anche a Questore e Prefetto che devono necessariamente far rispettare le leggi”, conclude Giuseppe Ambrosio. Anche perché il “controllore” è a volte lo stesso amico (sindaci) di partito. Così come recita la legge le forme di propaganda elettorale che sono vietate in questo scorcio di campagna: “propaganda elettorale luminosa a carattere fisso o mobile, compresi tabelloni, striscioni o drappi, lancio o getto di volantini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here