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“Siamo sconcertati – è stata l’introduzione del sindaco di Cervinara Franco Cioffi – dal comportamento assunto da Madaro in assemblea e nelle ultime ore. Durante la seduta ho rappresentato il 50 per cento dei soci diffidando il presidente a sciogliere l’assemblea e a proseguire dotando l’ente degli organi amministrativi. Nonostante la diffida Madaro ha sciolto ugualmente la seduta ignorando quanto richiesto dalla maggioranza e avallando, invece, la posizione di soli tre esponenti: Solimine, Abate e Feola, tutti appartenenti alla corrente che lo sostiene. Un atteggiamento che può essere interpretato come uno pseudo abuso. Lo stesso può dirsi per quanto riguarda la questione relativa alla notifica dell’adunanza per il comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Nessuno ha verificato la data della cartolina di ritorno. Le polemiche vogliamo lasciarle alle nostre spalle ma sia chiaro che il presidente non può agire sua sponte”. Ancor peggio, il comportamento assunto in assemblea dalla ‘controparte’ ha insinuato il dubbio che “tutto fosse stato architettato in precedenza”.
A indignare ulteriormente i sindaci del Pd è stata la ‘fiscalità’ dell’organizzazione. Un iter assimilabile ad una “militarizzazione”. “Hanno manifestato – ha spiegato Luigi Famiglietti – una assoluta mancanza di rispetto. Siamo stati schedati e abbiamo dovuto pretendere la registrazione. Noi prima ancora di essere soci siamo rappresentanti della comunità e non ci può essere impedito di deliberare. Fatto sta che l’aggregazione tra Popolari e Pdl è apparsa lampante”.
Le conclusioni a Franco Vittoria. “All’Alto Calore è stato perpetrato l’ennesimo tentativo di procedere in un percorso che non aiuta. I sindaci si sono dovuti difendere in un clima militare, siamo di fronte ad azioni non politicamente corrette che hanno l’ulteriore effetto di inibire il dialogo. In questo modo si sono aperte due questioni: quella morale e quella della trasparenza”. Tanti ancora gli interrogativi irrisolti: è stata verificata la sussistenza della diffida? Se la notifica non è pervenuta in tempo utile perché non è stata sconvocata l’assemblea? “Da tutto questo emerge chiara la premeditazione. L’unico fatto reale è che all’Alto Calore c’era la necessità di avere un presidente di prestigio e di spessore. Una figura che non è vittima del poltronismo. Quello che hanno inscenato è stato l’ennesimo tentativo di concepire l’ente come una lobby più che una Spa. E si è assistito all’isolato e poco sobrio tentativo di un professionista che non ha percepito che non siamo più di fronte a cavilli giuridici ma ad un fatto politico”. E “l’invito al dialogo” effettuato nelle ultime ore dalla ‘fazione opposta’ è apparso in tutta la sua ambiguità: “Qual è il dialogo di cui parlano i popolari? Quello dell’Alto Calore? La continua minaccia di sfiducia al sindaco di Avellino?”. Tutto lascerebbe ipotizzare un continuo braccio di ferro ma Vittoria non accetta la provocazione: “Non c’è braccio di ferro perché manca l’altro braccio”.