Alto Calore Servizi: Maselli nuovo presidente con 85 preferenze

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Avellino – Con 85 preferenze, un voto contrario (quello di Prata Principato Ultra) e il 64,06 per cento del capitale sociale, Franco Maselli è il nuovo presidente dell’Alto Calore Servizi. Al suo fianco, quali componenti del Consiglio di amministrazione, Marisa Raduazzo, Umberto Vecchione, Franco Damiano e Pasquale Grimaldi. L’era Madaro si chiude con una stretta di mano tra il presidente uscente e il sindaco di Avellino, Pino Galasso, che a nome dell’assemblea tutta esprime soddisfazione per il lavoro svolto e precisa: “Non c’è mai stata nessuna acredine nei confronti di Madaro. Guardiamo al futuro dell’ente, accogliendo con sincera stima i consigli del presidente uscente perché la professionalità va rispettata”. Da parte sua, l’ex dirigente della società di corso Europa lascia, con visibile commozione, “dieci mesi di intenso e proficuo lavoro”. “Sono pienamente soddisfatto. È stata una bellissima esperienza e auguro all’Alto Calore, ai dipendenti e al nuovo presidente le migliori fortune”. È il primo cittadino di Cervinara, Franco Cioffi, a depositare agli atti l’unica lista in campo. Ma le puntualizzazioni non si fanno attendere. Prima delle operazioni di voto, il sindaco di Pontelandolfo esorta l’assemblea a lasciare fuori la politica dei partiti. “Avrei gradito che in questa sede si parlasse di indirizzi programmatici, di prospettive e finalità, ma soprattutto di azioni risolutive rispetto all’ingente deficit societario. Mi aspettavo delucidazioni in merito alle dimissioni del presidente e chiarimenti sulle presunte inadempienze che avrebbero portato alla defezione di alcuni componenti del Cda”. Insomma, secondo il sindaco sannita l’Alto Calore sarebbe una società che imbarca acqua da tutte le parti”. E la sua non è una battuta. “Spero che non finisca per diventare un ‘basso calore’ che offre bassi servizi”. Non fila tutto liscio neanche quando si passa alla votazione nominativa. Per un banale cavillo procedurale (l’elenco dei Comuni non rispettava l’ordine alfabetico) il sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, lascia l’aula. Lo seguono a ruota gli amministratori di Montemiletto, Trevico, Mirabella Eclano, Nusco, Gesualdo, Sant’Angelo all’Esca, Torre le Nocelle e Vallesaccarda. Insomma escono gli amministratori vicino alle posizioni dei popolari di De Mita e non tarda ad arrivare il comunicato.
“C’è da domandarsi – precisano i Popolari – cosa sia andata a fare la dirigenza del Partito Democratico irpino alla festa del Pd, se non la classica gita fuori porta di fine estate”. Secondo i demitiani l’indirizzo lanciato da Walter Veltroni (netta distinzione tra ruoli politici e ruoli di gestione nelle società pubbliche) è stato puntualmente disatteso. “Si è proceduto alla elezione all’Alto Calore di un Cda che si qualifica per gli uomini di apparato e per l’assenza di qualunque competenza gestionale. Negli ultimi mesi abbiamo potuto assistere ad una vera e propria ricolonizzazione partitica negli enti di gestione a spregio delle regole del diritto e di quelle della condivisione nell’interesse pubblico. E ciò sino al punto di consumare un’elezione priva delle elementari norme di democrazia e con modalità tutte piegate ad una logica di scontro senza alcun riguardo alla rappresentanza degli interessi. Noi avvertiamo il rischio che questo smisurato gonfiarsi delle maggioranze solo numeriche generi una condizione di sostanziale ingovernabilità e di mancanza di qualità nelle scelte. Registriamo però che, invece di utilizzare questa occasione ed il tempo intercorso questa estate per aprire una fase di dialogo sulle questioni, si è deciso una volta di più di aprire la guerra per il dominio del potere. Di questa guerra dovrà assumersi la responsabilità il Partito Democratico”. Alla fine, tra dissidenti, assenti e precisazioni, Franco Maselli viene eletto tra gli applausi generali.

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