Sono ormai diverse centinaia le firme di denuncia contro l’ALTO CALORE, per i disagi che costantemente dall’inizio dell’estate, stanno colpendo la cittadinanza di Sant’Angelo dei Lombardi. La raccolta delle firme sta avvenendo presso i bar e i luoghi di incontro della cittadina Alta Irpina. I cittadini presenteranno nei prossimi giorni una denuncia alla procura della repubblica presso il tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi dove si evidenzieranno alcuni punti che formano l’oggetto del contenzioso. Tra i quali una disparità di trattamento rispetto ad altri paesi dell’ente consortile, infatti si è provveduto a limitare le risorse idriche al nostro comune fin dal mese di giugno cosa che non è avvenuta in altre località come ha ammesso candidamente lo stesso presidente dell’ente Alto Calore agli organi di informazione e ha addossato la responsabilità al carcere circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi che è moroso nei confronti dell’Ente, per cui il ministero non paga e l’acqua viene tolta ai Santangiolesi. Un metro di giudizio che in sede di richiesta danni il giudice prenderà sicuramente in seria considerazione Inoltre la pessima gestione della rete idrica che determina una perdita notevole delle risorse a cui l’ALTO CALORE non ha mai provveduto. La denuncia in fase penale e civile, anticipa l’azione collettiva di risarcimento danni, che in questi giorni stanno calcolando i cittadini Santangiolesi e che per la prima volta in Irpinia vedrà un’intera comunità adire le vie giudiziarie per le inadempienze di una società di servizi, come previsto dall’art. 49 della legge 23 luglio 2009 n. 99 che ha inserito nel c.d. “codice del consumo” (d.l.vo 6 settembre 2005, n. 206) l’art. 140bis, per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno non solo materiale, ma anche morale, esistenziale e di immagine. Da una prima valutazione dei danni e dal numero dei cittadini coinvolti si prevede il rischio di esborso notevole per l’ente di corso Europa, anche in considerazione che i cittadini di altri comuni maltrattati dell’Alta Irpinia potrebbero partire con un’azione collettiva nei confronti dell’Alto Calore. Anche il prefetto di Avellino è stato portato a conoscenza degli avvenimenti avendo la responsabilità della protezione civile , secondo l’art. 14 legge 24 febbraio 1992, n. 225, dovendo predisporre il piano per fronteggiare l’emergenza su tutto il territorio ed adottare tutti i provvedimenti necessari ad assicurarne l’attuazione.