Alto Calore – Rientro del debito: le ‘risposte’ di Madaro

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Avellino – “Senza alcun tono polemico ma solo per rispondere in quanto ho ascoltato e letto una serie di affermazioni senza alcun fondamento tecnico economico”. Comincia così la nota inviata da Donato Madaro, ex presidente dell’Alto Calore, in merito alla proposta di Franco Maselli di pianificazione di rientro del debito di 12 milioni di euro che l’ente ha contratto. Madaro risponde all’attuale presidente su tutti i fronti.
“Non pagare i fornitori non vuol dire dissimulare un buono stato salute, in quanto, non assolvendo al pagamento, si conserva la ‘cassa’ ma certo non si occultano i costi in bilancio. Si traduce in un fatto esclusivamente finanziario ma non economico. Una oculata gestione finanziaria richiede piuttosto un aumento della dilazione dei pagamenti al fine di ridurre l’esposizione debitoria verso il sistema bancario con pesantissimi interessi passivi, anche alla luce dell’enorme credito verso gli utenti, scaduti e non incassati da oltre dieci anni, pari a 30 milioni di euro circa”. Per quanto riguarda le strategie di rilancio Madaro si dice chiaramente perplesso: “Non intravedo alcuna strategia di rilancio. Il piano di contenimento delle perdite presentato dal nuovo CdA si fonda esclusivamente sull’aumento delle tariffe, il che risolve solo nell’immediato il problema, in quanto si è in presenza di un deficit strutturale, tendente a crescere in assenza di un piano strategico che ne inverta la tendenza. In tal modo si contiene il danno ma non si recupera redditività. Si mira solo, pertanto, a non arrivare al limite di perdita fissato dal Codice Civile in presenza del quale i soci e quindi i cittadini dovrebbero ricapitalizzare la società o ridurre il capitale sociale della stessa. Per essere più chiaro, si cura la piaga in superficie ma non si sconfigge la causa che la provoca. Mi auguro che la recente nomina del Presidente dell’Assemblea dell’ATO Calore Irpino porti ad una definizione del percorso per l’individuazione del soggetto gestore, non più provvisorio, qual è l’Alto Calore Servizi, bensì definitivo. Ricorderei a tutti – conclude Madaro – che tra le condizioni di premessa per l’affidamento in house providing del servizio idrico integrato all’ACS, oltre all’equilibrio economico finanziario, vi è quello del controllo analogo che ciascun Ente Locale socio deve esercitare sulla società, il che presuppone unanimità di consenso”.

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